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Da Gentilini la ricetta dell’intolleranza

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La notizia si commenta da sola. Il fatto. Davanti alle telecamere di Rete Veneta, il sindaco Gentilini, che di “gentile” forse ha soltanto il cognome, elenca il “prelibato” menù consigliato agli amministratori partenopei: “Dovrebbero pasteggiare dalla mattina alla sera con quei rifiuti perchè non è possibile che un’ispezione dell’Europa unita dopo due anni dica: è tutto come prima”. Esordisce, greve, Giancarlo Gentilini, detto Sterminator, prosindaco di Treviso, già condannato per istigazione al razzismo: “La monnezza? Il sindaco di Napoli e il governatore della Campania con i rifiuti dovrebbero pasteggiare da mezzogiorno a sera. Perché non è possibile che un’ispezione dell’Unione Europea dica: dopo due anni è tutto come prima”. Poi va a nozze quando ribatte a chi è curioso di sapere come affronterebbe l’emergenza nei panni di commissario straordinario: “Mobiliterei l’esercito, aprirei tutte le discariche e prenderei a manganellate chi si oppone all’utilizzo dei territori per i loro rifiuti”. E nessuna paura dei comitati, allergia nata negli anni di primo cittadino trevigiano: “Non avrei nessun timore dei comitati – tuona – dietro di loro si nascondono mafia e ’ndrangheta (gli sfugge la camorra ndr) e un fiume di denaro che lo Stato deve interrompere”.Le camicie verdi però da aggressori (verbali) fanno presto a diventare aggrediti. Sergio D’Antoni, responsabile politiche del Pd sui territori, attacca Cota e Zaia, governatori leghisti di Piemonte e Veneto: “Vivi complimenti – dice ironico – hanno negato ogni aiuto alla Regione Campania e offerto una rara lezione di responsabilità istituzionale, regalando al paese un fulgido esempio di ciò che pensa la Lega dei valori della coesione e della solidarietà nazionale. Due degni rappresentanti di una certa parte della maggioranza di governo che evidentemente si sente padana anzichè italiana. La cieca chiusura dei due governatori in camicia verde, oltre a tradire uno sconcertante cinismo, riflette una visione tremendamente miope e irresponsabile”.”Che il vice sindaco di Treviso fosse un amministratore piuttosto folcloristico lo sapevamo bene, non sapevamo, però, che fosse diventato un personaggio volgare, un grossolano triviale irrispettoso del popolo meridionale e, con esso, di tutti gli italiani.” E’ il deputato Antonio Milo, coordinatore regionale di Noi Sud Campania, che replica così alle affermazioni di Giancarlo Gentili.”Il vicesindaco di Treviso – aggiunge Milo – reagisce così rozzamente perché ben sa che nel recente passato la nostra regione è diventata la pattumiera dei rifiuti, anche tossici, che dal Nord sono stati sversati in Campania. Gentilini faccia il mea culpa invece di scadere in dichiarazioni che – conclude l’esponente di Noi Sud – palesano la sua natura di uomo rozzo e di politico scadente.”