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Bon anniversaire

Nel 1994 ci ha lasciato Bettino (poi morto undici anni fa). Universy ti dice a che punto è il processo di beatificazione

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Era il mese di maggio del 1994 quando Bettino Craxi fu costretto a lasciare l’Italia per rifugiarsi in Tunisia.
Scappò a causa di certi giudici comunisti che non gradivano la scelta delle sue cravatte, oltre al sistema delle tangenti che lui aveva messo in piedi.
Restati a mani pulite e vuote, i magistrati non poterono fare altro che prendersela col secondo nome sulla lista e, in ordine alfabetico, dopo Bettino trovarono Berlusconi.
Quello che non tutti sanno è che, imbarcandosi sull’aereo, Craxi fu costretto a pagare il supplemento sul bagaglio. I sacchi coi soldi erano troppo pesanti.
La vita ad Hammamet non fu facile tra sole, mare e quella piscina sempre troppo piena di cloro.
Improvvisamente, il 19 gennaio 2000, Bettino morì. I suoi figli poterono gridare orgogliosi: “Papà non ha mai rubato un euro”. Avevano ragione, … non ne ebbe il tempo.
Se n’è andato un maestro”, fu l’epitaffio di Callisto Tanzi.
Pare che sia in paradiso, a casa di San Vittore (che mai ebbe il piacere di ospitarlo in vita).
Dopo la sua morte, come sempre accade nel nostro Paese, iniziò processo di revisionismo storico e santificazione occasionale.
Si è raccontato di alcuni miracoli che fece in vita! No, non quello della sparizione dei soldi che per i politici è routine. Quello vero fu la moltiplicazione delle Milano. Era una, divennero tre.
Edificò, col fidato discepolo Silvio da Arcore, case per i più ricchi. Discese anche dai cieli, per evitare che Rete4 finisse sul satellite.
Ogni anno Hammamet ricorda il suo illustre cittadino, e dall’Italia arrivano decine di fedeli adoranti. Ma non è un rito aperto a tutti, più che altro è roba da iniziati: pensate che per imbarcarsi sull’aereo è necessario mostrare l’avviso di garanzia.
Le lacrime dei presenti vanno a briglia sciolta quando, in ossequio al cerimoniale, vengono sparse al vento le ceneri delle tangenti.
Anche noi lo ricordiamo con affetto. Per sentirlo più vicino Letizia Moratti ha scelto di intitolargli una via di Milano. Probabilmente nei pressi di piazza Totò Riina.