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Eremita per scelta

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Per visitare quest’oasi si ha bisogno di un’autorizzazione dell’amministrazione penitenziaria e, a volte, il via libera del ministero della giustizia.
Per arrivarci, ogni martedì, sono le vedette della polizia del penitenziario che tragittano sulle sue sponde i visitatori.
L’unico cittadino presente stabilmente sull’isola è una signora vedova di ottantatrè anni, che ha preferito alla sua casa nella provincia di Firenze, la dimora dei suoi avi, isolata da tutto.
Per ritirare la pensione o pagare le bollette, la disinvolta nonnina prende il traghetto una volta al mese e va a Livorno, scontrandosi con un disagio per il quale le era stato promesso di trovare soluzione. Il villaggio si inerpica fino alla Torre Vecchia, per salire ci sono diversi gradini.
La Gorgona è piccina; due chilometri per tre di roccia e natura. Quando c’è bisogno di un medico ci pensano al carcere, come anche per il cibo. I detenuti allevano le orate, governano gli animali e fanno persino il formaggio. Lei, invece, si tiene impegnata tirando a lucido la sua abitazione e gestendo il suo piccolo orto, in compagnia del suo gatto che ha battezzato come l’alieno di Spielberg, E.T.

Tempo addietro sull’isola c’erano piccoli spacci e pescatori. Ora tranne qualche presenza nel periodo estivo, le porte sono sempre chiuse. Il papà della signora Luisa, è così che si chiama questa volitiva ed intraprendente signora, si occupava dei fari dell’isola così come suo fratello. Entrambi ora sono sepolti nel piccolo cimitero, che quando il tempo lo consente, lei va a visitare.
Quando su questo territorio isolato, durante la guerra, sbarcarono i militari, lei conobbe suo marito che sposò all’età di quindici anni e dal quale ebbe due figli che continuano a vivere nella casa che anch’ella fino a poco tempo fa abitava a Coverciano. Poi, rievocando il piacere del silenzio e del profumo del mare, anche se conscia dei disagi, è voluta tornare qui dove, tra l’altro, qualche anno fa, ha vissuto l’esperienza di un nubifragio, volando giù per sette metri. Trasportata all’ospedale di Livorno in elicottero, è poi rientrata nel sito che più ama al mondo. Ha coraggio e determinazione da vendere la signora Luisa e si rammarica solo che non ci sia un sacerdote che possa officiare la messa la domenica, quella stessa che lei segue sempre alla televisione.

Quando a Gorgona arrivano ospiti, il primo posto dove si recano è casa Citti, dove lei offre il caffè che ha messo sul fuoco per accoglierli e ringraziarli della visita.