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Quelle lacrime che spengono il desiderio

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Una ricerca condotta da un gruppo di scienziati israeliani e pubblicata di recente sulla rivista Science, ha svelato che l’odore delle lacrime di una donna provocherebbe l’abbattimento del desiderio sessuale nell’uomo.

Senza nulla togliere al lavoro di ricerca di questo team di neuroscienziati del Weizmann Institute of Science di Rehovot (Israele), ma ci pervade quasi il dubbio che abbiano scoperto l’ovvietà.

A meno che non si soffra di particolari disturbi psichici per i quali si è stimolati dalle perversioni, le guance di una donna, rigate da lacrime, siano esse di gioia o di dolore, non sono mai state così eccitanti da scatenare la libido.

Semplice e senza dubbio validissimo il metodo scientifico adottato dai ricercatori israeliani che prima hanno stimolato il pianto di un gruppo di donne attraverso la visione di alcuni film strappalacrime (e cos’altro, sennò?), raccogliendone in provetta le “piccole perle che le solcavano le guance” (per metterci un po’ di poesia…). Successivamente, individuato un gruppo di cavie di sesso maschile, hanno fatto annusare ad alcuni una soluzione di acqua e sale, ad altri le vere lacrime femminili. Ed ecco la scoperta che negli individui che annusavano le lacrime avvenivano dei mutamenti sostanziali:  i livelli di testosterone presenti nella saliva sono calati del 13 % e una risonanza magnetica dell’ipotalamo ha confermato l’abbassamento dell’ interesse sessuale.

Tuttavia appare ovvio, anche a coloro che scienziati e ricercatori non sono, che l’esito di questa ricerca è quanto di più scontato ci possa essere. La realtà stessa delle cose ce lo dimostra!  E’ davvero la quotidianità che ci svela le funzioni proprie dello scorrere della vita e del tempo. E’ come se uno scienziato si svegliasse una mattina e si ponesse come scopo di ricerca l’effetto del gelo sul germoglio di una rosa.  A cosa servirebbe?

E’ da quando si raggiunge l’età cognitiva che ogni essere umano, vedendo scivolare le lacrime sul volto di chi gli sta di fronte, uomo o donna, adulto o bambino, non sta lì a pensare al proprio impulso sessuale, ma gli si muove dentro qualcosa che a questi ricercatori, probabilmente, è sconosciuto: un’ emozione.

La prima cosa che dentro di noi si innalza è senza dubbio la percezione di un senso di tenerezza che, automaticamente, genera una carezza.

Guardiamoci intorno. Per strada, nei bar, in ufficio, a casa, dal parrucchiere, in metropolitana… e persino anche in tv. Non ci passa neanche per l’anticamera del cervello di sottoporre ciò che cogliamo e ciò che vediamo a sperimentazione scientifica perché ci venga confermato che è così.

Ciò che davvero manca è l’attenzione a ciò che ci circonda. Basterebbe osservare. Perché, come diceva il premio Nobel per la medicina Alexis Carrel, “molta osservazione e poco ragionamento conducono alla verità”. E se lo diceva lui, ci possiamo fidare. O no?

1 COMMENTO

  1. Bè sulla forte sensibilità dell’autore ho assolutamente confutato, leggendo questo articolo, qualsiasi dubbio!!! Ma ho da dire che non a tutti le lacrime femminili generano in automatico una carezza… ciò sarebbe troppo bello per essere vero!!! Magari lo fosse …

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