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Equador: condannata Chevron per inquinamento della foresta

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Chevron condannata a versare 9 miliardi di dollari: questo il risarcimento, per inquinamento ambientale, per le comunità che vivono lungo il bacino del Rio delle Amazzoni in Ecuador. Nonostante la sentenza emessa dal giudice Nicolás Zambrano, del piccolo tribunale di Lago Agrio in Ecuador, la storia è tutt’altro che conclusa. La Chevron ha annunciato ricorso sostenendo l’illegittimità del procedimento. Accuse pesantissime che un tribunale ecuadoregno ha ritenuto legittime: per i giudici tra il 1964 e il 1990 la Texaco (oggi acquistata dalla Chevron) ha riversato nell’ambiente più di 68.000 milioni di litri (18.000 milioni di galloni) di rifiuti tossici nei fiumi amazzonici e ha abbandonato nella foresta almeno 900 pozze piene di residui delle estrazioni petrolifere. Inoltre la Compagnia ha sversato accidentalmente 64 milioni di litri (17 milioni di galloni) di greggio a causa di rotture accidentali di oleodotti.
A dirlo sono i 30.000 indigeni e coloni della provincia ecuadoriana di Sucumbios che hanno denunciato la compagnia. Rafael Correa, quando nel 2006 venne eletto presidente dell’Ecuador, annunciò una politica “rigorosa” nei confronti delle multinazionali petrolifere presenti nel suo Paese. In campagna elettorale sguainava la cintura dei pantaloni (che in spagnolo si dice “correa”, come il suo cognome) e la faceva roteare in aria per le strade di Quito in segno di sfida. Ha mantenuto le promesse. Pochi mesi fa il governo di Quito ha condotto una battaglia durissima, per presunte irregolarità contrattuali, con Petrobras, la società energetica brasiliana. Il giudice Nicolas Zambrano, del tribunale della provincia di Sucumbios, ha presentato una lunga relazione, un un documento di circa 200 pagine rilevando che inizialmente l’accusa aveva chiesto il pagamento di 27 miliardi di dollari.
La causa era iniziata nel 1993, quando il gruppo Texaco – poi fuso con la Chevron – venne accusato per le estrazioni di petrolio effettuate tra il 1964 e il 1990 nella regione amazzonica dell’Ecuador, operazioni che secondo l’accusa hanno provocato ingenti danni alle comunità indigene delle regioni di Sucumbios e Orellana. Basandosi sui dati ufficiali della mortalità in Ecuador, uno studio recente promosso dalla organizzazione Amazon Defense Coalition ha evidenziato come la catastrofe ambientale che affligge la foresta ecuadoriana possa provocare quasi 10.000 morti di cancro entro il 2080, questo anche se la Chevron attuasse un’immane opera di risanamento.
“Stiamo pensando di ricorrere in appello, ma dobbiamo prima studiare le 187 pagine della sentenza”, spiega Fajardo.
“Ogni volta che versavano sostanze tossiche nei fiumi, queste inquinavano l’intero bacino a valle, il danno che hanno fatto colpisce tutta l’Amazzonia.”

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