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Immigrati per guerra civile: missione “Hermes” in Tunisia

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Il flusso di immigrati clandestini che oggi proviene dalle coste nord-africane, in particolare dalla Tunisia, ha portato all’avvio della missione “Hermes.

Iniziata ufficialmente il 20 febbraio questa missione è condotta dalla Frontex, l’Agenzia Europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne dei paesi dell’Unione Europea, che ha il compito, tra gli altri, di aiutare quegli Stati membri che devono affrontare situazioni così delicate da dover richiedere assistenza tecnica ed operativa rafforzata alle proprie frontiere.

La Frontex proteggerà tutti quegli immigrati che saranno riconosciuti rifugiati politici e che, secondo il Piano Operativo fissato con le autorità italiane, avranno bisogno di protezione internazionale. Inoltre, sarà rafforzata la flotta navale e aerea per il controllo della frontiera in modo da gestire con ordine l’ingresso in Italia di tutte quelle persone che fuggono dalla guerra civile in atto.

Insomma, maggiore sicurezza ai confini ma anche la possibilità di organizzare con lo Stato membro “operazioni di rimpatrio congiunte”. Infatti, il Ministro dell’Interno Roberto Maroni ha dichiarato che sono arrivate all’isola di Lampedusa (AG) 6.300 persone, di cui 6.200 sono tunisini, e che in pochi hanno presentato domanda di asilo politico; per questo saranno rimpatriati non appena le autorità riceveranno il nulla osta per farlo.