Home Costume e società La notizia che non fa “notizia”. Il miracolo della solidarietà

La notizia che non fa “notizia”. Il miracolo della solidarietà

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La notizia la conoscono sicuramente tutti perché, circa venti giorni fa, è passata sulle prime pagine dei quotidiani ed i TG le hanno dedicato ampi servizi. Anche in alcuni talk show vi è stato ritagliato un momento di dibattito e di discussione. Ne riassumiamo brevemente la cronaca solo per rinfrescare a noi stessi e a qualche lettore un po’ più distratto i tratti salienti della storia.

In una scuola per l’infanzia di Fossalta di Piave (VE), una bambina di origine extracomunitaria, appartenente ad una famiglia numerosa oltreché indigente, non ha la possibilità di acquistare i blocchetti per i buoni mensa.

Per consentire alla piccola, di appena quattro anni, di continuare a frequentare la scuola a tempo prolungato senza farle vivere la condizione di “esclusa” dal servizio mensa, le maestre e il personale non docente della scuola, a turno, fingendo ora di desiderare un tramezzino del bar, ora di essere a dieta, ora di essersi portata da casa uno spuntino leggero, donano alla bambina il loro ticket pasto.

Tutto procede bene fino a quando la cosa non arriva all’orecchio del sindaco di Fossalta di Piave il quale, accusando le maestre di arrecare un “danno alle casse del comune”, intima loro di smetterla di donare il buono pasto, pena la sospensione dall’insegnamento.

Ovviamente, come si può ben immaginare, tutta la storia ha avuto un’eco smisurata. E tutto lo spazio possibile sugli organi di informazione.

La figura del sindaco è stata introspettivamente analizzata dal punto di vista psico-sociologico e antropologico, non  lesinandosi di trasbordare nel discorso politico, sottolineando l’appartenenza politica dello stesso alla Lega Nord.

E mentre il fior fiore degli opinionisti esprime le proprie personalissime considerazioni riempiendo gli angoli che la carta stampata riserva agli “specialisti”, oppure si confronta davanti alle telecamere adoperandosi in discorsi sofistici, un anonimo, silenziosamente e senza fare benché minimo trambusto, ha acquistato e donato alla bambina tre blocchetti per la mensa scolastica.

A questo gesto, che ha tutto il sapore della concretezza, nessun organo di stampa (ma proprio nessuno!) ha dato risalto. Perché appare come una notizia che, nel chiasso generale, non fa “notizia”.

Per fortuna c’è ancora chi opera senza la necessità di apparire.  E’ un miracolo.  Il miracolo della solidarietà che, nel silenzio, germoglia e cresce.