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L’arte del XX secolo da Volpedo a Boccioni, da Fontana a De Chirico

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Il nuovo spazio museale del Comune di Milano, nel Palazzo dell’Arengario, in piazza Duomo, apre al pubblico: oltre 400 opere ripercorrono l’arte del XX secolo nel museo del Novecento di Milano.

Dal “Quarto Stato” di Pellizza da Volpedo a Boccioni e Balla, da Fontana a De Chirico, passando per Manzoni, Sironi, Carrà, Guttuso e l’arte povera. Le opere in mostra appartengono tutte alle Civiche Raccolte Artistiche del Comune di Milano. Il percorso parte dal “Quarto Stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo, opera installata sulla rampa elicoidale realizzata al centro dell’Arengario, e attraversa l’arte del XX secolo, soffermandosi sulle correnti che sono nate o hanno trovato linfa a Milano. Dalle avanguardie al Futurismo, dall’arte degli anni Venti e Trenta all’arte povera, gli spazi del museo offrono sezioni e monografie dedicate ad artisti come Umberto Boccioni, Giorgio de Chirico e Lucio Fontana.

Il costo complessivo del museo è stato di 27,8 milioni di euro. La collezione è stata studiata da un comitato scientifico creato ad hoc per lo spazio milanese, presieduto dal direttore centrale Cultura, Massimo Accarisi, e dal direttore Settore Musei del Comune di Milano, Claudio Salsi, coordinato da Marina Pugliese, Direttore del Progetto Museo del Novecento. “I musei -ha spiegato Pugliese nel corso della presentazione alla stampa- nascondono per mostrare: abbiamo cercato di ribaltare questo assioma pensando ad un museo proiettato verso la città, che si snoda intorno a più fulcri. Il percorso, sviluppato in successione cronologica, parte dall’inizio del secolo e attraversa i maggiori movimenti e correnti dell’arte italiana per chiudersi simbolicamente con il 1968, anno di svolta sociale ed artistica verso nuove forme di espressione”.