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Matisse. La seduzione di Michelangelo

L'ossessione di Matisse per il genio del Rinascimento raccontata in 180 opere a Brescia

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«Matisse. La seduzione di Michelangelo» è la mostra che si apre l’11 febbraio nel Museo di Santa Giulia a Brescia.

Assillato dalla volontà di intrecciare linea e volume, non solo nella scultura, ma anche in pittura, Matisse trovò nelle opere di Michelangelo le soluzioni ai suoi tormenti.

La mostra ne rilegge l’intera parabola attraverso 180 opere, dai primi dipinti fauve fino alle gouaches découpées degli anni estremi, intervallate da calchi ottocenteschi di sculture di Michelangelo e da un suo disegno autografo raffigurante due «Veneri», posto a confronto con la gouache découpée «Venere», che giunge dalla National Gallery di Washington, come il grande dipinto «Pianista e giocatori di dama».
Dalla National Gallery of Australia di Canberra giunge invece il dipinto «Il ratto d’Europa»; dal Centre Pompidou una delle più belle «Odalische» e dal Musée Matisse di Le Cateau Cambrésis la sua scultura più imponente, il «Grande nudo seduto» che lo occupò per sei anni: un’opera che è un evidente omaggio a Michelangelo, al pari della sculturina «Nudo disteso», che tante volte torna nei suoi dipinti, citazione questa dell’«Aurora» della Sacrestia Nuova a Firenze. Fino all’esito delle gouaches découpées, in cui, come disse Matisse stesso, fondeva pittura e scultura, trovando la risposta alla domanda sulla relazione tra corpo e spazio che lo aveva assillato per l’intera vita.

La mostra «Matisse. La seduzione di Michelangelo» chiuderà i battenti il 12 giugno.