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Subaru Impreza, meno cattiva di prima

La Subaru Impreza ha lasciato i panni di regina dei rally mondiali per vestire quelli di una due volumi

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Subaru ImprezaFece il suo debutto nel campionato rally del 1993 facendosi valere grazie a chicche come motore in alluminio, ottima tenuta di strada e scocca leggera. La Subaru Impreza, arrivata alla terza generazione, è una due volumi che, rispetto ai modelli precedenti, ha abbandonato  la linea da competizione rally per abbracciare un look più tradizionale.
I motori
sono rimasti gli stessi: un 1.5 da 107 cavalli e un 2.0 da 150 cavalli, entrambi quattro cilindri boxer longitudinali con trazione integrale simmetrica. Tutti e due sono disponibili anche in versione bi-fuel (benzina e gpl) per chi voglia limitare i consumi. Di recente è entrato a far parte della gamma anche il propulsore diesel 2.0 da 150 cavalli, capace di arrivare a 205 km/h e con consumi contenuti (5,8 litri ogni 100 km su percorso misto).
La plancia è moderna ed esteticamente gradevole ma i materiali non sembrano all’altezza della fama di Subaru.
Di serie troviamo volante e cambio in pelle, il cruise control, il controllo della stabilità (VDC), airbag (frontali, laterali e a tendina), sistema audio e cerchi da 16 pollici con gomme 205/55 R16 che montano dei pneumatici estivi Michelin di serie.
La carrozzeria rispetto alle vecchie Impreza è cambiata radicalmente: da piccola berlina da rally è passata ad una due volumi e ciò è stato un trauma per tutti gli appassionati oltre che un azzardo da parte della casa giapponese.
Tuttavia per i più sportivi c’è il modello con un aggressivo 2.5 sovralimentato da ben 300 cavalli a fasatura variabile: è la Impreza WRX STi.
Rimane attaccata alla strada e dispone di tre modalità, selezionabili a seconda del tipo di guida che si vuole adottare. Normale Mode: privilegia la stabilità della vettura. Traction: limita il VDC e il TCS per ritardare il tempo di intervento del sistema paragonato con la modalità normale. E’ per chi ha esperienza. Off Mode: solo l’ABS rimane attivo. La manovrabilità dell’auto in questo caso dipende esclusivamente dalla bravura del pilota.
Davvero divertente per chi ha la competizione nel sangue e circa 42 mila euro da spendere. La versione base (la 1.5), invece, parte da circa 18 mila euro.

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