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Superstar di Fabio Morgan

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Il testo di Fabio Morgan riprende il libro Petrolio di Pier Paolo Pasolini e ne fa un’analisi riguardo la situazione politica attuale attraverso quelli che potrebbero essere stati gli “occhiali” del Poeta se ancora fosse vivo.
Carlo Valletti è un arrivista politico e imprenditoriale che, per avere successo, incontra quattro “grandi” del potere italiano: Un noto imprenditore, un noto politico, un noto affiliato alla P2 e un boss mafioso.
Ognuno dice a Carlo come questo deve soddisfare i loro interessi scendendo in politica.
Nel finale si intuisce l’ovvio parallelismo tra Carlo e un noto politico attuale: Silvio Berlusconi.
Lo spettacolo di Morgan (che cura anche la regia) è ben curato e assolutamente non banale.
Il tutto si sviluppa su due piani paralleli e contemporanei: da una parte c’è lo spettacolo “dal vivo” ovvero gli incontri tra Carlo e i personaggi su citati; dall’altra c’è il video di Karl, alter ego di Carlo, nel quale si mostra metaforicamente il degrado che comporta il contatto con il potere. In ogni scena, infatti, Karl si masturba continuamente e continuamente subisce o commette abusi sessuali.
Anche se questa scelta registica rende lo spettacolo piuttosto statico, c’è da dire che non è affatto banale e scontata.
Di certo si può dire che è un buon modo per rappresentare il disgusto verso ciò che sta avvenendo.
Purtroppo non è possibile dilungarsi troppo sul giudizio di Fabio Morgan nelle vesti di attore in quanto si è espresso in un solo monologo finale mentre per tutto il resto del tempo è stato ad ascoltare un bravissimo Emiliano Reggente per il quale, di contro, i complimenti si sprecano.
L’attore, infatti, è riuscito abilmente a interpretare quattro personaggi con ottime capacità trasformistiche tanto che, in alcuni momenti, viene da domandarsi se si tratta addirittura dello stesso attore.

Il testo di Fabio Morgan riprende il libro Petrolio di Pier Paolo Pasolini e ne fa un’analisi riguardo la situazione politica attuale attraverso quelli che potrebbero essere stati gli “occhiali” del Poeta se ancora fosse vivo.Carlo Valletti è un arrivista politico e imprenditoriale che, per avere successo, incontra quattro “grandi” del potere italiano: Un noto imprenditore, un noto politico, un noto affiliato alla P2 e un boss mafioso. Ognuno dice a Carlo come questo deve soddisfare i loro interessi scendendo in politica. Nel finale si intuisce l’ovvio parallelismo tra Carlo e un noto politico attuale: Silvio Berlusconi.
Lo spettacolo di Morgan (il quale cura anche la regia) è ben curato e assolutamente non banale.Il tutto si sviluppa su due piani paralleli e contemporanei: da una parte c’è lo spettacolo “dal vivo” ovvero gli incontri tra Carlo e i personaggi su citati; dall’altra c’è il video di Karl, alter ego di Carlo, nel quale si mostra metaforicamente il degrado che comporta il contatto con il potere. In ogni scena, infatti, Karl si masturba continuamente e continuamente subisce o commette abusi sessuali.Anche se questa scelta registica rende lo spettacolo piuttosto statico, c’è da dire che non è affatto banale e scontata. Di certo si può dire che è un buon modo per rappresentare il disgusto verso ciò che sta avvenendo.
Purtroppo non è possibile dilungarsi troppo sul giudizio di Fabio Morgan nelle vesti di attore in quanto si è espresso in un solo monologo finale mentre per tutto il resto del tempo è stato ad ascoltare un bravissimo Emiliano Reggente per il quale, di contro, i complimenti si sprecano.L’attore, infatti, è riuscito abilmente a interpretare quattro personaggi con ottime capacità trasformistiche tanto che, in alcuni momenti, viene da domandarsi se si tratta addirittura dello stesso attore.

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