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Banche dei semi per conservare la biodiversità delle piante

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Domenica 20 marzo 2011, alle ore 11.00, nell’Aula A del Dipartimento di Scienze della Terra e dell’Ambiente, di via S. Epifanio 14 (Orto Botanico), si terrà la conversazione pubblica sul tema: “Dalle Alpi alle Piramidi: come conservare la biodiversità delle piante coltivate e spontanee per migliaia di anni? Le banche dei semi”.
Si parlerà delle antiche varietà da conservazione in ambito agricolo che sono a rischio scomparsa, e di come la Banca semi di Pavia sta operando per conservarle.
L’iniziativa, a cura del Prof . Graziano Rossi, responsabile scientifico della Lombardy Seed Bank, Banca Lombarda dei Semi delle piante spontanee autoctone della Regione Lombardia, si inserisce nell’ambito della Festa di Primavera, organizzata dall’Associazione Amici dell’Orto Botanico.
La conversazione con il pubblico verterà sulla possibilità che offre oggi la tecnologia per conservare i semi delle piante da alcuni anni, come avviene normalmente in natura, fino a centinaia e migliaia di anni.
Si ripercorrerà la storia delle banche dei semi nel mondo, da quando sono nate negli anni ’20 del secolo scorso, fino agli esempi più recenti e noti, come quella del Governo Norvegese, dedicata alla conservazione di tutte le piante coltivate o quella per la conservazione mondiale delle piante selvatiche in Gran Bretagna, ai Kew Gardens.
Si illustreranno alcuni casi storici eccezionali di semi germinati dopo centinaia o migliaia di anni, come casi emblematici della effettiva possibilità di conservazione a lunghissimo termine.
Si parlerà di come si opera attualmente nelle banche semi dal punto di vista tecnico-scientifico e di quali siano le reali aspettative di sopravvivenza dei semi in banca, grazie a moderne sperimentazioni a livello mondiale che si realizzano nelle strutture dell’Università di Pavia.
Molte delle antiche varietà da conservazione in ambito agricolo che sono a rischio scomparsa sono già in banca, come due mais di Bergamo, la cipolla rossa di Breme, la zucca Bertagnina di Dorno, il peperone di Voghera.
Tante altre presenti in Lombardia sono ancora da conservare, come le varietà di riso ormai non più coltivate e non richieste dal mercato, che tende ad escludere queste antiche cultivar, che però forniscono al palato sapori unici e molto interessanti, da riscoprire.
La Banca sarà anche visitabile al pubblico, sia al mattino che nel pomeriggio.