Home News Cronaca Gheddafi in tv: il futuro della Libia è nelle mani del popolo

Gheddafi in tv: il futuro della Libia è nelle mani del popolo

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GheddafiIn occasione del 34esimo anniversario della nascita dei Comitati popolari in Libia Gheddafi riappare in tv. Sempre più deciso a combattere per la propria terra dichiara: “il futuro della Libia è nelle mani del popolo, combatteremo fino all’ultimo uomo e donna. Ci saranno migliaia di morti se ci sarà un intervento militare degli Usa o della Nato. Abbiamo costretto l’Italia a scusarsi per il suo colonialismo, costringendo Roma a pagare i danni. Dall’estero stanno mandando gli aiuti ai rivoltosi come se li mandassero al Darfur o in un altro paese disastrato – ha affermato – chiunque accetti questi aiuti e li fa entrare in casa sua è considerato un traditore della Libia perché dietro questa rivolta ci sono solo dei miliziani armati”. E rivolgendosi poi al Presidente Berlusconi ha dichiarato: “Berlusconi ha detto che non controllo la Libia? Io gli rispondo che la famiglia Gheddafi è la Libia”. Intanto l’Ue ha fatto sapere che è stato attivato il meccanismo di protezione civile per gestire i flussi migratori al confine con Tunisia e Egitto dove, secondo l’Unchr una folla di profughi si estende per chilometri e chilometri. “E’ tempo che Gheddafi se ne vada”, ha detto il presidente della Commissione europea Barroso.

Il bilancio finora è di 6000 morti dall’inizio dell’insurrezione. Lo annuncia la ong “Lega libica per i diritti umani”. “Il numero delle vittime in tutto il Paese è di 6.000 – ha precisato il portavoce dell’organizzazione, Ali Zerdan, durante un incontro con la stampa a Parigi – di cui 3.000 a Tripoli, 2.000 a Bengasi e 1.000 in altre città”.

Quanto al petrolio, Gheddafi ha assicurato che “i pozzi sono sicuri da noi, ma la produzione di greggio oggi è al minimo. Questo perché le compagnie hanno fatto partire i loro addetti a causa della presenza delle bande armate che rapiscono i loro esperti”. E “se le compagnie occidentali se ne vanno, per fortuna esiste il grande Oriente, vuol dire che verranno i russi e i cinesi”.