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Gheddafi: “Italia attenta, posso allearmi con Al Qaida”

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Note di delusione nei confronti del governo italiano traspaiono dalle parole che Muammar Gheddafi ha pronunciato  durante un’intervista al “Giornale” spiegando di essere “schoccato dal comportamento che i suoi amici europei hanno assunto nei suoi confronti. In questa maniera hanno messo in pericolo e danneggiato una serie di grandi accordi sulla sicurezza, nel loro interesse e la cooperazione economica che avevamo”.”La nostra guerra è contro al Qaida” ma se gli occidentali ”si comportano con noi come hanno fatto in Iraq, la Libia uscirà dall’alleanza internazionale contro il terrorismo. Ci alleiamo con al Qaida e dichiariamo la guerra santa”. Il Colonello si sente ”tradito” anche dal premier Silvio Berlusconi: ”Non ho più alcun contatto con l’Italia e Berlusconi. Quando il vostro governo sarà sostituito dall’opposizione ed accadrà lo stesso con il resto del’Europa il popolo libico prenderà, forse, in considerazione nuove relazioni con l’Occidente”. Gheddafi è ormai certo di riprendere al più presto il controllo della situazione in Libia, perchè il popolo, secondo lui è dalla sua parte. E’ ”la gente” che ”chiede di intervenire” contro le ”bande armate”. ” Negoziare con i terroristi legati ad Osama Bin Laden -rimarca il leader libico– non è possibile. Loro stessi non credono al dialogo, ma pensano solo a combattere e ad uccidere. La popolazione ha paura di questa gente e dobbiamo liberarla”.

Intanto i ministri degli Esteri del G8 riuniti da ieri sera a Parigi non hanno raggiunto nessun accordo su un intervento militare in Libia. Lo ha annunciato stamattina il capo del Quai d’Orsay, il ministro francese presidente di turno del G8, Alain Juppé. I leader del G8 (Francia, Italia, Usa, Russia, Germania, Gran Bretagna, Canada e Giappone) hanno discusso ieri sera a cena della questione libica, in particolare Parigi e Londra hanno spinto sulla loro iniziativa per bloccare l’offensiva del potere di Tripoli contro l’opposizione di Bengasi. “Gheddafi – ha ammesso Juppé – sta ottenendo successi” dal punto di vista militare. Senza pronunciarsi sulla sorte di Bengasi, feudo della rivolta libica, il ministro ha ammesso che la comunità internazionale non potrà impedire al colonnello libico di riconquistarla.