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Giappone, nuove esplosioni nella centrale nucleare di Fukushima

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Una nuova esplosione si è verificata nella centrale nucleare di Fukushima a seguito di una fortissima scossa di assestamento che ha raggiunto i 6,2 gradi della scala Richter.

La deflagrazione è avvenuta dopo che il sistema di raffreddamento del reattore nucleare, il n. 3,  si è bloccato proprio a causa del nuovo evento sismico di elevata magnitudo.

La centrale nucleare di Fukushima, che si trova al nord del Giappone, era stata già danneggiata dal terremoto di venerdì scorso. Anche in quel caso il sistema di raffreddamento del reattore n. 1 era andato in blocco ed il disastro era stato scongiurato con il pompaggio indotto di acqua marina all’interno del reattore stesso.

A seguito del nuovo incidente risultano ferite ben undici persone, di cui una è molto grave. Questo è quanto riferito da Yukio Edano, portavoce del governo, il quale ha aggiunto che la gabbia del reattore non ha riportato danni e che comunque i rischi di ulteriori esplosioni risultano molto bassi.

La Tepco, la compagnia elettrica giapponese che gestisce la centrale, ha reso noto che, a causa dell’esplosione, risultano disperse sette persone di cui sei militari dell’ esercito giapponese.

Secondo quanto afferma l’agenzia di stampa Kyodo News, le persone rimaste ferite nell’incidente sarebbero undici, e tra questi, oltre ai sei soldati della Forza di Autodifesa, vi sarebbero alcuni operai dell’impianto.

Per le autorità locali l’esplosione, causata dalla considerevole concentrazione di idrogeno all’interno del reattore, non ne ha danneggiato il nucleo e pertanto le possibilità di una fuga di gas radioattivi sono ridotte al minimo.

Nella centrale di Fukushima sono presenti ben sei reattori nucleari. Alcuni problemi sono stati rilevati anche al reattore n. 2  dove il monitoraggio continuo da parte dei tecnici ha permesso di rilevare in tempo utile un calo del liquido di raffreddamento causato sempre dal blocco del sistema. In questo caso, così come era avvenuto già per il reattore n. 1, le procedure di emergenza hanno fatto attivare il pompaggio nel reattore di acqua marina la quale, però, rende definitivamente inutilizzabile l’impianto.

La chiusura della centrale di Fukushima, insieme a quelle di Onagawa e Tokai, ha costretto il governo giapponese a programmare dei black out per sopperire alla mancanza di energia prodotta nelle centrali nucleari del paese.