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Icub e Kaspar, i piccoli robot intelligenti

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ICub robot bambino

di José Carlos Cortizo Pérez

A prima vista potrebbe sembrare la scheda informativa di un bambino ma, in realtà, stiamo parlando dell’ultima frontiera della tecnologia robotica: ICub.

ICub è un robot umanoide creato circa 6 anni fa dall’Istituto italiano di Tecnologia di Genova e la sua caratteristica più innovativa sta nella sua capacità di IMPARARE. Detto anche Growbot (grow= crescita, bot = robot) oppure Evobot (robot evolutivo), ICub ha l’aspetto che ricorda quello di un bambino di circa 3 anni: è alto solo 144 cm, pesa 22 kg e nasce con ben 53 motori che gli consentono i vari movimenti.

Non sa fare tutto ma la sua capacità di apprendere lo rende UNICO e adattabile all’ambiente circostante. Pensate che è addirittura in grado di  interagire con l’umano che gli sta di fronte seguendo il suo sguardo! Inoltre può controllare la pressione messa in atto dalle sue mani, come ha dichiarato Alexander Schmitz, ricercatore presso l’Istituto Italiano di Tecnologia a Genova: “Abbiamo implementato il tatto nel palmo e nelle dita di ciascuna mano: il robot prenderà un bicchiere molto fragile e facilmente distruggibile, ma con questo tipo di sensori sarà in grado di impugnarlo con delicatezza.”

Il progetto Roboskin, di cui Giorgio Cannata è coordinatore, porta avanti la ricerca su più fronti:

–          sperimentazione di una speciale pelle robotica che consenta “la corretta interazione con l’ambiente e con l’uomo” di questa nuova frontiera della robotica.

–          sperimentazione, con ‘Kaspar’, della robot-therapy, volta al trattamento dei disturbi tattili nell’autismo. Questa parte del progetto è portata avanti dall’ Università di Hertfordshire, in Inghilterra e come spiega la professoressa Kerstin Dautenhahn “Kaspar è un robot (…) con le fattezze di un bambino, specificamente progettato per un’interazione con l’uomo in particolare di carattere ludico. L’idea era di costruirne un robot con cui le persone fossero motivate a giocare, come con un bimbo.

L’idea sarebbe quella di utilizzare Kaspar per incoraggiare o scoraggiare “specifici comportamenti tattili dei bambini. Se un bambino lo solletica il robot grida ‘che bello!’, ma se è brutale con lui l’androide grida ‘ahi, fa male!” ha spiegato Ben Robins, ricercatore dell’Università di Hertfordshire.

Ovviamente, nonostante sentir parlare di “intelligenze artificiali” sembri ancora un po’ fantascientifico, non possiamo che sperare che i ricercatori del campo raggiungano sempre nuovi traguardi in particolare quando si tratta di scoperte volte a contribuire ad un miglioramento della vita umana. Cominciamo ad abituarci all’idea!