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Il crocifisso resta nelle aule scolastiche. L’Italia vince la battaglia a Strasburgo

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Il crocifisso resta nelle aule, l’Italia ha vinto la sua battaglia a Strasburgo! La Grande Camera della Corte europea per i diritti dell’uomo l’ha assolta dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche. Con 15 voti favorevoli e 2 contrari al decisione è stata apprivata dalla Corte. I giudici hanno accettato la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l’eventuale influenza sugli alunni dell’esposizione del crocefisso nella aule scolastiche.

Una decisione salutata con grande soddisfazione dalla Santa Sede. Si tratta, afferma il direttore della sala stampa vaticana padre Federico Lombardi in una dichiarazione scritta, di una sentenza ”assai impegnativa e che fa storia”.

Ma parole di compiacimento arrivano anche dal ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini: “Esprimo profonda soddisfazione per la sentenza della Corte di Strasburgo, un pronunciamento nel quale si riconosce la gran parte del popolo italiano. Si tratta di una grande vittoria per la difesa di un simbolo irrinunciabile della storia e dell’identità culturale del nostro Paese.
Il Crocifisso sintetizza i valori del Cristianesimo, i principi sui cui poggia la cultura europea e la stessa civiltà occidentale: il rispetto della dignità della persona umana e della sua libertà. E’ un simbolo dunque che non divide ma unisce e la sua presenza, anche nelle aule scolastiche, non rappresenta una minaccia né alla laicità dello Stato, né alla libertà religiosa.
Oggi è un giorno importante per l’Europa e le sue istituzioni che finalmente, grazie a questa sentenza, si riavvicinano alle idee e alla sensibilità più profonda dei cittadini”.

Il caso era stato sollevato nel 2002, quando Soile Lautsi, cittadina italiana originaria della Finlandia, aveva chiesto all’istituto statale “Vittorino da Feltre” di Abano Terme, in provincia di Padova, frequentato dai suoi due figli, di togliere i crocefissi dalle aule. Nel 2009 i giudici di Strasburgo, accolgono la denuncia della donna e le danno ragione. La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche -dichiarano – costituisce “una violazione della libertà dei genitori ad educare i figli secondo le loro convinzioni” e una violazione alla “libertà di religione degli alunni”.

Ma il round finale “sulla polemica dei crocifissi” ci fu quando con una sentenza della Cassazione annullò una condanna per interruzione di pubblico ufficio nei confronti del giudice Luigi Tosti, “colpevole” di aver rifiutato di celebrare udienze in un’aula dove era affisso alla parete un crocifisso.

Una battaglia, dunque, vinta dall’Italia ma soprattutto dagli Italiani che hanno difeso i propri valori!