Home Arte Inquadrare il moderno attraverso 100 foto d’epoca

Inquadrare il moderno attraverso 100 foto d’epoca

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La mostra indaga come la fotografia abbia documentato e influenzato lo sviluppo dell’architettura italiana.
Allestita nella sala Carlo Scarpa, la mostra espone 100 foto d’epoca: le immagini di una vasta gamma di tipologie di edifici fra cui il Foro Mussolini di Enrico del Debbio (Roma 1929), la Stazione Santa Maria Novella di Giovanni Michelucci (Firenze 1935), le aerorimesse di Pier Luigi Nervi come quella di Orbetello (1940), la Torre Velasca di BBPR ( gruppo di progettisti, Milano 1957).
Una sezione è dedicata alle fotografie scattate dagli architetti Giovanni Michelucci, Giuseppe Pagano – influente direttore di Casabella – e Carlo Mollino.
Grande spontaneità, dinamismo e una più sentita adesione allo stile della Nuova Fotografia, li portano ad esplorare non solo gli edifici ma anche la natura e il patrimonio architettonico italiano.
In mostra i lavori di fotografi specializzati come Mario Crimella e Gino Barsotti, che lavoravano su commissione per architetti e riviste, fotografi stranieri in visita come G.E. Kidder Smith, il cui libro Italy Build fu strumentale allo sviluppo di un più ampio riconoscimento dell’architettura italiana all’estero. L’Italia del dopoguerra è presente nelle immagini di Giorgio Casali e Oscar Savio, fotografi ufficiali delle riviste di architettura, che documentano la ricostruzione del Paese e nel lavoro dei fotografi d’oltremare tra i quali gli architetti inglesi Bryan e Norman Westwood, Hubert de Cronin Hastings che ha evidenziato le virtù dei paesaggi urbani italiani come modello per gli architetti britannici nel suo eccentrico Italian Townscape (1963).
Le fotografie in mostra dimostrano come a partire dagli Anni Trenta diventi fondamentale la descrizione dello spazio, la trasparenza e l’esaltazione delle superfici spoglie. Con l’utilizzo di materiali innovativi come l’acciaio, il cemento, il vetro e il cromo, gli architetti moderni offrono ai fotografi nuove possibilità espressive, come nel caso delle immagini notturne, favorite dall’impiego dell’illuminazione artificiale a neon.
La mostra chiuderà i battenti domenica 22 maggio.