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La Sapienza studia il sisma del Giappone

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Coordinato da Mattia Crespi e costituito da Mara Branzanti, Gabriele Colosimo e Augusto Mazzoni, il team della Sapienza basa le sue determinazioni su una procedura innovativa denominata VADASE (Variometric Approach for Displacements Analysis Stand-alone Engine), interamente sviluppata presso la Sapienza.

Tale procedura è già oggetto di domanda di brevetto supportata dalla Sapienza ed è già stata premiata a livello internazionale dalla DLR (l’Agenzia Spaziale Tedesca), con la quale è attualmente in corso una collaborazione al fine di ottimizzare la procedura e di renderla concretamente operativa in tempo reale su una rete permanente di stazioni GPS.

L’approccio elaborato dall’equipe si fonda su un algoritmo in grado di stimare e ricostruire in tempo reale spostamenti e forme d’onda a partire da osservazioni di fase acquisite ad alta frequenza di campionamento (1 Hz o maggiore) da un singolo ricevitore GNSS (attualmente GPS e Glonass, in futuro anche Galileo).

Sebbene la strategia possa essere applicata a molte problematiche di protezione civile, ambientale e infrastrutturale, è importante ricordare due campi di particolare interesse: la ricostruzione di spostamenti e forme d’onda dovute a fenomeni sismici e il monitoraggio dinamico di grandi strutture (ponti, torri, grattacieli).

Nello studio del terremoto giapponese, condotto sui dati acquisiti dalla stazione GPS denominata MIZU, che si trova a circa 140 km dall’epicentro nella città di Mizusawa, appare evidente uno spostamento complessivo di circa 2.2 metri in direzione Est e 1 metro in direzione Sud.

Uno studio accurato e dettagliato che fornisce informazioni utili e tecniche alla comprensione di questa tragica catastrofe naturale.