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Libia: Gheddafi sfida l’Alleanza, la Germania si ritira

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Alla fine vinceremo noi”, è quanto ha dichiarato il rais libico Muhammar Gheddafi in diretta sulla tv di Stato, rivolgendosi al suo popolo e ai suoi sostenitori. Una chiara e lapidaria provocazione lanciata contro i nemici e i traditori che in questi giorni sono impegnati sul fronte di guerra. Gheddafi non si lascia intimorire dalle bombe sganciate dai caccia occidentali su Tripoli e Misurata, anzi come ha ribadito lui stesso “ridiamo dei vostri missili”. Il rais compare in diretta tv per tre minuti – come mostrano le immagini diffuse a stralci dalla CNN – e rivolgendosi ai suoi fedelissimi li invita a reagire. Intanto, sul fronte internazionale, la coalizione arriva all’accordo in merito al comando della missione “Odissey Dawn”. L’operazione militare in terra libica passa così alla Nato.

A quattro giorni dall’inizio dell’offensiva da parte degli Alleati si respira comunque un clima d’incertezza per il futuro della coalizione. Dopo la Norvegia anche la Germania si ritira dalle azioni Nato nel Mediterraneo. Lo ha reso noto il ministero della Difesa a Berlino. Una decisione destinata senza dubbio a far discutere. All’indomani dell’accordo tra Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna sul comando delle operazioni in Libia, dopo giorni di tensioni tra le potenze occidentali (compresa l’Italia che chiedeva a gran voce l’intervento Nato), la Germania fa un passo indietro. Dubbi e incertezze da parte del Paese teutonico sull’intervento armato in Libia erano già state manifestate in sede ONU. Infatti, in occasione del voto finale sull’imposizione della no fly – zone al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Germania di Angela Merkel aveva espresso parere contrario.

L’isolamento internazionale non sembra minare affatto il ruolo del rais libico. L’Alleanza attacca le roccaforti di Gheddafi in Tripolitania, distruggendo o almeno tentando di distruggere i simboli di un regime fortemente militarizzato, dall’altra c’è chi invece deplora l’intervento armato deciso a tavolino lo scorso 17 marzo a Parigi. Tra i Paesi contrari alle operazioni militari in territorio libico spiccano Cipro, Russia, Unione Africana, Venezuela e Iran. Il governo di Tehran ha condannato l’attacco degli alleati. “Le operazioni militari attuate dalle potenze occidentali hanno un solo obiettivo – ha dichiarato il ministro degli esteri iraniano, Ramin Mehmanparast – e non è giustificato da esigenze umanitarie bensì dal perseguimento dei loro reali scopi, quali la creazione di basi militari utili per proseguire la loro politica colonialista”. Dello stesso parere anche il “caudillo” venezuelano Hugo Chavez, che ha definito l’intervento occidentale “una follia imperialista”.