Home Arte Collections du Centre Pompidou: Portraits

Collections du Centre Pompidou: Portraits

730
CONDIVIDI

Contemporaneamente alla mostra dedicata agli scatti di Léonard Gianadda, recandosi a Martigny è possibile visitare anche un’interessante rassegna sul tema del ritratto: Portraits.
Visitabile fino al 24 giugno, è frutto della collaborazione della Fondation Pierre Gianadda con il Centre Pompidou di Parigi, da cui provengono le oltre 60 opere esposte.

Da Antonin Artaud a Maurice de Vlaminck una ricca sequenza di ritratti realizzati da grandi artisti del XX secolo -Pablo Picasso, Henri Matisse, Amedeo Modigliani, Henri Laurens, Fernand Léger, Alberto Giacometti, Antonin Artaud, Francis Bacon o Antonio Saura-, per illustrare lo sviluppo di questo genere nel corso del ‘900.
Il curatore della mostra Jean-Michel Bouhours la presenta così: “Tra i generi pittorici d’Accademia, il ritratto, che si potrebbe pensare refrattario alle rivoluzioni estetiche e a quelle moderniste in particolare, ha in verità prodotto la maggior parte delle icone dell’arte del ventesimo secolo. Non si fa un ritratto impunemente, senza che da subito si manifestino dei presupposti filosofici, religiosi, mitici o metafisici. Cubista, futurista o surrealista il ritratto è un manifesto estetico. Per questo sembra non perdere mai completamente la sua dipendenza dal modello. La somiglianza va oltre la forma; la trasgressione della figura è in realtà una trasfigurazione. Quando verrà la delusione della Storia, il ritratto racchiude in uno la violenza, la crudeltà e la tragedia dell’umanità contemporanea.”

Il percorso espositivo si articola in cinque moduli tematici denominati:
– I misteri di un’anima,
– Autoritratti,
– Il volto alla prova del formalismo,
– Caos e disordini o l’impossibile permanenza dell’essere,
– Dopo la fotografia.

 

I MISTERI DI UN’ANIMA

Il titolo di questa sezione è ispirato al film che il regista tedesco G.W.Pabst realizzò del 1926 uno dei primi film aventi come tema la psicoanalisi. Sono qui documentati due movimenti artistici costituitisi in quegli anni di ricerca sulla fragile soggettività dell’individuo: il Fauvismo e l’Espressionismo. Il visitatore incontra le donne fatali o gli angeli caduti assunti quali nuovi modelli di un nuovo mondo urbano ed elettrico; può osservare le occhiaie delle donne di Chabaud o di Jawlensky, la malinconia della Dédie di Modigliani, lo sguardo sbilenco e deforme del fattorino di Soutine, la cancellazione delle caratteristiche del volto di Jacques Villon, Marc Chagall o André Masson.

 

AUTORITRATTI
Se in passato l’artista si affidava a strumenti pratici come lo specchio per riprodurre attentamente la propria immagine speculare, successivamente l’incontro con la propria immagine viene problematizzata con la ricerca della dimensione introspettiva ed il sé si rivela il modello sicuramente più complesso e più resistente all’analisi. Afferma Beckmann in proposito: “… il sé è il più grande segreto del mondo, io credo al sé nella sua forma eterna e indistruttibile”.

 

IL VOLTO ALLA PROVA DEL FORMALISMO

“Uomo nuovo? Superuomo di marca nietzschiana? L’isolamento del viso dal resto del corpo, la semplificazione della morfologia umana per una forma senza incidente morfologico allontana la scultura dall’immagine del contenitore del modello. Questa è l’affermazione di un anti-mimetismo che deriva, secondo da una concezione platonica della scultura come Idea” (Constantin Brancusi)

 

CAOS E DISORDINI O L’IMPOSSIBILE PERMANENZA DELL’ESSERE

Agli antipodi dei canoni di perfetta bellezza del classicismo greco, è il piacere folle per l’imperfezione la caratteristica che accomuna le opere raccolte in questa sezione. Sull’orlo della decomposizione i protagonisti dei lavori di Francis Bacon e di Alberto Giacometti. Nel genere ritratto irrompe il “crollo dell’essere” dice Jean Clair a proposito di Boeckl, “lo schianto del sé interiore” per Artaud. Si pensi al  sorprendente ritratto di Caroline di Giacometti dalla testa miniaturizzata, “una piccola massa di vita, duro come un sasso, farcito come un uovo” ha affermato in merito lo scrittore Jean Gent.

 

DOPO LA FOTOGRAFIA

L’avvento della fotografia libera definitivamente la pittura da ogni pretesa di oggettività e vi introduce i concetti di “istantaneo” e “improvviso”, particolarmente nella ritrattistica (Cassandre, Balthus), di un punto di fuga abbassato o affondato (Beckmann, Derain).

 

Il catalogo, introdotto dal testo di Jean-Michel Bouhours, presenta la riproduzione a colori di tutte le opere esposte.

 

Artisti in mostra:

Antonin Artaud (1896 – 1948), Francis Bacon (1909 – 1992), Balthus (1908 – 2001), Georg Baselitz (né en 1938), Max Beckmann (1884 – 1950), Herbert Boeckl (1894 – 1966), Pierre Bonnard (1867 – 1947), Constantin Brancusi (1876 – 1957), Victor Brauner (1903 – 1966), Alexander Calder (1898 – 1976), Cassandre (Mouron Adolphe J. Marie) (1901-1968), Auguste Elysée Chabaud (1882 – 1955), Marc Chagall (1887 – 1985), Joseph Csaky (1888 – 1971), Giorgio de Chirico (1888 – 1978), Robert Delaunay (1885 – 1941), André Derain (1880 – 1954), Raymond Duchamp-Villon (1876 – 1918), Raoul Dufy (1877 – 1953)  Jean Fautrier (1898 – 1964), Léonard Foujita (1886 – 1968), Emile Othon Friesz (1879 – 1949), Pablo Gargallo (1881 – 1934), Alberto Giacometti (1901 – 1966), Natalia S. Gontcharova (1881 – 1962), Julio Gonzales (1876 – 1942), Boris Grigorieff (1886 – 1939), Juan Gris (1887 – 1927), Alexei von Jawlensky (1864 – 1941), Roger de la Fresnaye (1885 – 1925), Mikhail F. Larionov (1881 – 1964), Valentine Hugo (Valentine Gross) (1887-1968), Marie Laurencin (1883 – 1956), Henri Laurens (1885 – 1954), Henri Le Fauconnier (1881 – 1946), Fernand Léger (1881 – 1955), Tamara de Lempicka (1898 – 1980), Jacques Lipchitz (1891 – 1973)  Auguste Macke (1887 – 1914), Alberto Magnelli (1888 – 1971), René Magritte (1898 – 1967), Henri Manguin (1874 – 1949), Albert Marquet (1875 – 1947), André Masson (1896 – 1987), Henri Matisse (1869 – 1954), Amedeo Modigliani (1884 – 1920), Pascin (1885 – 1930), Pablo Picasso (1881 – 1973), Jean Pougny (18982 – 1956), Antonio Saura (1930 – 1998), Gino Severini (1883 – 1966), Chaïm Soutine (1893 – 1943), Suzanne Valadon (1865 – 1938), Kees van Dongen (1877 – 1968), Jacques Villon (1875 – 1963), Maurice de Vlaminck (1876 – 1958)

 

FONDATION PIERRE GIANADDA, Rue du Forum 59 – 1920 Martigny (Svizzera)

Orari: tutti i giorni ore 10.00-18.00

Biglietto: intero: € 15,00; terza età: €  13,50; famiglie: € 32,00; bambini oltre 10 anni e studenti: € 10; gruppi: € 14,00.

Consente di visitare anche la Collezione Franck,  il Parco delle sculture, il Museo dell’automobile e il Museo gallo-romano

Prenotazioni biglietti in Italia: telefono 02.67479578

 

Informazioni :

0041.27.7223978 (in Italia : 031.269393)

Sito internet: www.gianadda.ch