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Dall’Università di Salerno una promettente strategia contro il cancro

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Dall’Università di Salerno giunge un’interessante scoperta che potrebbe aprire nuove prospettive terapeutiche per il trattamento di alcune forme tumorali.
A pubblicare i risultati della ricerca condotta dai giovani scienziati del Dipartimento di Scienze Farmaceutiche e Biomediche guidati dal Professore Maurizio Bifulco, Ordinario di Patologia Generale di Farmacia e Medicina, la prestigiosa rivista americana Blood, giornale dell’American Society of Hematology. I ricercatori dell’ateneo salernitano in collaborazione con l’Università di Siena e l’Università del New Mexico di Albuquerque (USA) hanno dimostrato il ruolo del recettore dei cannabinoidi CB1 nella promozione del processo di formazione di nuovi vasi sanguigni (neoangiogenesi), indispensabile per la progressione e metastatizzazione dei tumori.
L’impiego di un farmaco, il Rimonabant, in grado di “spegnere” il gene ed impedirne il funzionamento ha consentito per la prima volta di bloccare la neoangiogenesi in modelli animali di retinopatia.
Oltre che in patologie tumorali, infatti, il farmaco offre promettenti applicazioni anche nel trattamento di patologie oculari, quali la retinopatia diabetica, patologie autoimmuni articolari e cutanee, quali artrite reumatoide e psoriasi.