Home Varie Teatro Far Away, più corto teatrale che spettacolo

Far Away, più corto teatrale che spettacolo

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Ancora per questa settimana è in scena al teatro Belli la rassegna di drammaturgia britannica Trend, dove vengono rappresentati testi di autori contemporanei più o meno affermati.
La scorsa settimana abbiamo visto Far Away, di Caryl Churchill curato da Andrea Baracco.
Lo spettacolo si è subito presentato bene con ottime musiche per colonna sonora, e dei fondali video proiettati con immagini curate e di un certo impatto.
La storia gira attorno alla guerra, ma non solo la guerra tra due popoli o due nazioni, non solo una guerra ideologica, ma la guerra che domina la natura. Gli animali sono in guerra tra loro, le piante, gli esseri umani e in guerra non si guarda in faccia a nessuno. Neanche a bambini piccoli che vengono brutalmente uccisi.
La regia è molto fine e curata. A parte i fondali, non c’è nulla che fa da scenografia se non un modestissimo gioco di luci. Tutto si basa sulla semplicità.
Anche gli attori hanno dato un’ottima prova e lo spettacolo tutto prende e attira il pubblico all’interno della storia.
Ciò che lascia un po’ spiazzati (e, forse, anche delusi) è la durata che avrà a stento superato i venti minuti, tanto che, quando lo spettacolo è finito, il pubblico è rimasto interdetto pensando che ci fosse un altro spettacolo successivo.
Purtroppo questa è stata un po’ la nota dolente di questo testo che, proprio quando lo spettatore inizia a entrare nella storia e ad appassionarcisi, viene colto di sorpresa (ma una sorpresa poco gradita) dalla fine dello spettacolo.