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Giappone: entro sei mesi la fine della crisi

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La Tepco, gestore dell’impianto nucleare di Fukushima, ritiene che sia possibile arrestare la perdita di radioattività nel giro di pochi mesi. Il piano della Tepco prevede, infatti, che i reattori della centrale nucleare di Fukushima possano essere stabilizzati in un periodo che va dai sei ai nove mesi.
Il programma ha lo scopo, in primo luogo, di bloccare la diffusione delle radiazioni ai diversi livelli. Per quanto riguarda l’ attuazione della sicurezza dei reattori il tempo necessario è minimo 6 mesi.
Banri Kaieda, ministro dell’Industria, ritiene che questo progetto segnerà un punto di svolta; si passerà, infatti, da una fase critica ad un lungo periodo di stabilizzazione che porterà, poi, alla risoluzione della crisi.
Il Giappone ha raggiunto il livello massimo di radioattività: il livello 7, raggiunto soltanto a Chernobyl nel 1986. Però, in quel caso, il reattore danneggiato era solo uno. Infatti, in questo senso, gli esperti hanno sottolineato le diversità tra i due incidenti, a partire dalla contaminazione radioattiva.
Hillary Clinton, segretario di Stato americano, ha assicurato che gli Stati Uniti  sono pronti a sostenerli su tutti i fronti.
La Tepco ha, poi, deciso di versare circa 50 miliardi di yen, pari a 420 milioni di euro, per i danni causati dalla crisi nucleare. A dichiararlo è il ministro dell’Industria, Banri Kaieda, che prevede che ogni famiglia colpita sarà risarcita con 1 milione di yen, pari a 8.500 euro circa.