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Il fascino dell’Egitto, terra dei faraoni

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Inaugurata ad Orvieto una grande mostra sull’Egitto, organizzata congiuntamente dalla Fondazione per il Museo “Claudio Faina” e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Orvieto nelle loro due sedi, una affacciata e l’altra nei dintorni della piazza che accoglie il celebre Duomo della città umbra. La mostra riunirà circa 250 reperti, concessi da una quindicina di musei e istituzioni culturali italiane.

La rassegna dal titolo “Il fascino dell’Egitto” attraversa almeno tremila anni di storia dell’umanità. Dalla terra d’Egitto vennero tratte idee culturali, culti, divinità, usi e costumi; poi, quasi a voler catturare il senso di mistero e di eternità di quella magica civiltà, vennero asportate le testimonianze materiali: fossero i grandi obelischi che raggiunsero Roma, o ciò che veniva trafugato dalle tombe.
Un fascino che dall’antichità contagiò il Medioevo e incantò il Rinascimento quando principi e intellettuali si contendevano reperti considerati molto più che semplici curiosità archeologiche.
Ma è alla fine del Settecento e, soprattutto, durante l’Ottocento che oasi e sabbie d’Egitto vengono battute palmo a palmo da europei, e tra loro molti gli italiani, alla ricerca di quanto sopravviveva di una epoca trascurata dalla dominazione turca.
L’egittologia moderna ha una precisa data di nascita, quando Jean-François Champollion, nel 1822, decifra, grazie alla stele di Rosetta, la scrittura geroglifica.

Il sottotitolo “Il ruolo dell’Italia pre e post-unitaria nella riscoperta dell’antico Egitto” evidenzia il taglio che gli studiosi hanno voluto imprimere a questa rassegna, cioè il ruolo svolto dagli egittologici partiti dall’Italia, attratti dal fascino della terra dei faraoni. La rassegna chiuderà i battenti il 2 ottobre 2011.