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“Indovina chi viene a cena… l’Archeologia a Tavola”

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Il cibo e il modo di vivere dei nostri antenati raccontato negli spazi del MUSe’ – Nuovo Museo Paludi di Celano (Aq), in occasione della mostra “Indovina chi viene a cena, l’Archeologia a Tavola”, fino al 30 aprile 2011.

L’esposizione è stata inaugurata nel febbraio scorso con la degustazione di alcuni piatti tipici di un lontano passato: le suggestive preparazioni descritte nel libro di ricette di Apicio, ricco proprietario romano noto per la sua passione per la cucina tanto da averci lasciato un corpus di ricette noto come De Re Coquinaria.

La mostra propone un percorso attraverso gli “instrumenta”, parola latina per indicare “attrezzi, utensili” -in questo caso da cucina- rinvenuti nelle sepolture degli antichi abruzzesi. I pezzi esposti, insieme alla  documentazione del cerimoniale funebre, sono una vivida testimonianza delle tradizioni dei nostri antenati nella vita domestica. I vasi sepolti nelle tombe, ad esempio, erano solitamente gli stessi usati in vita dal defunto per le libagioni e che precedevano la deposizione nella tomba durante il rito funebre.

Importanti notizie sulle abitudini alimentari degli antichi sono attestate dai numerosi reperti in ceramica. Grazie all’analisi del vasellame e dei resti di cibo in esso contenuti, è stato infatti possibile risalire a quali fossero i prodotti più diffusi, i cibi più amati, come essi venissero cucinati, quali venissero consumati crudi e quali invece conservati a lungo. Dalle forme e dalla consistenza degli impasti di tali oggetti, è stato possibile inoltre desumere quale recipiente fosse usato per la cottura o la conservazione dei cibi e quale per il trasporto.

Non tutti sanno che anche i nostri antenati si avvalevano di un grande assortimento di pentole, una vera e propria batteria, la cui composizione prevedeva pezzi che variavano per dimensioni, forme e utilizzo. Alcuni contenitori potevano raggiungere misure straordinarie come i “dolia”, grandi vasi dal diametro superiore a un metro, o piccolissime, come i vasetti attingitoi. Le forme cambiavano in base alla destinazione d’uso, pertanto si trovano ceramiche dalle forme aperte come le ciotole e i piatti, oppure dalle sagome strette come le lagynoi e le brocche. La preparazione dei cibi era effettuata mediante ebollizione in grandi contenitori o su spiedi posizionati su alari in pietra sopra un fuoco lento: nelle tombe si trovano come testimonianza di queste abitudini sia grandi forchettoni che lunghi spiedi di metallo, ma anche coltelli per il taglio e per la spartizione delle carni.

“L’Archeologia a tavola”offre al visitatore un percorso lungo circa mille anni di storia (IX sec a.C. – I sec. d.C.), durante i quali corredi ceramici hanno cambiato aspetto e forma, qualità e funzione, di volta in volta documentati in ogni sepoltura dalla più antica alla più recente, dalla più ricca alla più umile.

Sono circa novanta gli oggetti esposti tra vasi e attrezzi da cucina, da mensa e da banchetto provenienti da diverse necropoli della provincia aquilana: Bazzano, Fossa, Capestrano, Caporciano, Villa Sant’Angelo e Celano.

Prevista inoltre una postazione informatica dove sarà possibile interagire con la mostra, per offrire un supporto didattico ai visitatori più attenti.

Luogo: Celano, MUSé – Nuovo museo Paludi di Celano

Indirizzo: Località Paludi, snc.

Città: Celano

Provincia: AQ

Regione: Abruzzo

Costo del biglietto: gratuito

Orario: tutti i giorni dalle 8.30 alle 19.30 – chiuso il lunedì

Telefono: 0863/790357

Sito Web: http://www.musepaludi.it/

MUSè – Paludi di Celano (Aq)

Per informazioni: tel. 0863-790357