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Libia: uccisi due fotoreporter

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Le notizie si rincorrono sul web e sulle principali testate internazionali. La BBC e il New York Times smentiscono la morte di Chris Hondros, il fotoreporter americano ferito gravemente nella giornata di ieri, negli scontri tra ribelli e miliziani di Gheddafi a Misurata, nella Libia Occidentale. Mentre il sito web “Huffington Post” conferma il decesso di Hondros, citando un messaggio lasciato sulla bacheca di Facebook da un altro fotoreporter, Andre Liohn. Anche Vanity Fair America, la rivista per la quale Hondros lavorava smentisce la notizia della sua morte. A consolare rimane ancora la debole speranza che Chris possa farcela in qualche modo, nonostante le sue gravissime condizioni. Una scheggia di mortaio gli ha perforato la testa andando a conficcarsi nel cervello. Se per Chris la speranza non si è ancora dissolta, non c’è stato più nulla da fare per il suo collega e amico, Tim Henterington morto ieri negli scontri tra ribelli e governativi. 41 anni, di nazionalità britannica, Henterington era piuttosto conosciuto negli ambienti del fotogiornalismo internazionale. Nel suo lungo curriculum vantava perfino una candidatura all’Oscar per il suo documentario “Restrepo”, sulla guerra in Afghanistan.

Chris e Tim erano giunti a Misurata quattro giorni fa. Una vita, la loro, trascorsa sempre in prima linea sui campi di battaglia. Armati di teleobiettivo, avevano documentato i conflitti più sanguinosi degli ultimi anni. Le loro fotografie sono apparse su prestigiose riviste e sui principali quotidiani internazionali. Come Tim, anche Chris poteva vantare sul curriculum numerosi riconoscimenti giornalistici. Finalista del Premio Pulitzer nel 2004 nella categoria Breaking News e vincitore del premio Capa, il più prestigioso riconoscimento di fotogiornalismo dedicato al celebre fotografo Roberto Capa.

Due fotoreporter con alle spalle una grandissima esperienza. Entrambi avevano calpestato innumerevoli terreni di battaglie cruente, nelle zone più calde del pianeta. Dal Kosovo all’Angola; dalla Sierra Leone all’Iraq e all’Afghanistan. Da pochi giorni erano giunti a Misurata, cuore pulsante della battaglia tra ribelli e governativi. Un cambio della guardia doveroso il loro, in contesti di guerra così cruenti. Insieme ad altri reporter si trovavano su Tripoli Street, quando un mortaio lanciato a casaccio dalle forze di Gheddafi per disperdere i ribelli, è esploso a pochi passi dal gruppo di giornalisti impegnati a documentare l’attacco.

Per Tim non c’è stato più nulla da fare. Una scheggia gli ha reciso una delle arterie femorali. E’ morto in pochi minuti, ha  raccontato in lacrime una delle inviate del Washington Post, mentre Chris, anche lui ferito gravemente, è stato trasportato con immediatezza nell’ospedale più vicino.