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Master in ‘Immigrazione, genere, modelli familiari e strategie di integrazione’: al via la III edizione

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Venerdì 8 aprile si inaugura la terza edizione del Master di I livello in “Immigrazione, genere, modelli familiari e strategie di integrazione”.
Dopo il saluto delle autorità, il prof. Francesco Remotti, dell’Università di Torino, terrà la lectio magistralis dal titolo “L’ossessione identitaria”. A seguire la presentazione dei contenuti del Master: gli aspetti demografici, economici e sociali delle migrazioni, la politica dei paesi di emigrazione, migrazione e diritto, discipline sanitarie, psicologia dello sviluppo e dell’educazione e linguistica.
L’idea del master nasce dalla considerazione che troppo spesso la progettazione e la gestione degli interventi a favore dell’integrazione degli immigranti non tiene conto delle differenze di genere e della complessità che definisce l’universo dell’immigrazione, sottovalutando l’urgenza di offrire risposte adeguate alle domande che vi provengono.
Il Master è rivolto a quanti lavorano o intendono lavorare in strutture pubbliche e private con il compito di disegnare, gestire e monitorare, servizi e misure volte a facilitare l’integrazione dei migranti e delle loro famiglie.
Obiettivi del Master sono quelli di chiarire gli interventi “ciechi” rispetto al genere e alla cultura che rischiano di essere inefficaci, di lasciare inascoltata la legittima domanda di cittadinanza che le donne immigrate esprimono, di scoraggiare i loro rapporti con le istituzioni del nostro Paese, di non sostenere i percorsi di emancipazione intrapresi.
Le donne debbono essere destinatarie di misure specifiche volte a combattere il doppio rischio di esclusione sociale a cui sono esposte: in base al sesso e in base alla condizione di migranti.
L’esperienza dei Paesi di più antica immigrazione segnala quanto è importante che le politiche di integrazione tengano conto della specificità dei modelli familiari che caratterizzano le differenti comunità immigrate.
Solo interventi informati sulle diversità delle strutture familiari, delle reti parentali ed etniche, dei ruoli di genere e delle concezioni dell’infanzia e dell’adolescenza e solo interventi consapevoli dell’impatto che su tali modelli e ruoli ha la migrazione, possono essere efficaci.
La progettazione e gestione di interventi a favore dell’integrazione delle donne migranti richiede una preparazione di carattere fortemente interdisciplinare che promuova non solo la conoscenza degli aspetti socio-culturali e legali del fenomeno migratorio, ma anche conoscenza di aspetti tecnici delle politiche.