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‘Palazzo Farnese – Dalle collezioni rinascimentali ad Ambasciata di Francia’

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Dai fasti cinquecenteschi ai 135 anni della sede dell’ambasciata di Francia, due occasioni di grande fascino in un solo evento: visitare palazzo Farnese e godere in un’unica mostra di tutte le opere della collezione della famiglia Farnese che tanti musei italiani e stranieri hanno generosamente “prestato” per l’esposizione intitolata “Palazzo Farnese – Dalle collezioni rinascimentali ad Ambasciata di Francia”

L’esposizione sarà visitabile fino al 27 aprile. Tra dipinti, statue, disegni, sculture, monete, arazzi e ceramiche, oltre 150 opere faranno rivivere cinque secoli dell’affascinante storia del Palazzo: dai fasti cinquecenteschi della famiglia Farnese, al periodo moderno, fino a questi ultimi 135 anni del Palazzo come sede dell’Ambasciata di Francia in Italia e dell’Ecole française de Rome.

Una significativa scelta di opere della collezione Farnese è stata riportata nel luogo dove essa si costituì grazie alla passione di questa famiglia.  L’esposizione, posta sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica italiana e della Presidenza della Repubblica francese, è frutto della volontà di Jean-Marc de La Sabliere, Ambasciatore di Francia in Italia. È stata realizzata in collaborazione con il ministero dei Beni Culturali, la Regione Lazio, Roma Capitale Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, la Provincia di Roma, e Cultures France. La mostra è stata curata da Francesco Buranelli, segretario della Pontificia Commissione per i Beni culturali della Chiesa e da Roberto Cecchi, segretario generale del ministero per i Beni e le Attività culturali.

Per l’occasione le porte di Palazzo Farnese si aprono (su prenotazione) accogliendo il ritorno del Museum Farnesianum, ricomponendo le storiche sale degli Imperatori e dei Filosofi con i famosi Daci Prigionieri che hanno ripreso il loro posto ai lati del portone del Grande salone.

È stato grazie ai generosi prestiti della splendida collezione del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, nuovamente esposta nel suo luogo originario, che si è reso possibile il ritorno di queste opere antiche. Il cortile, inoltre, è stato ripopolato in modo virtuale con le imponenti sagome dell’Ercole Farnese, dell’Ercole latino, nonché del Toro Farnese accanto alla monumentale statua in porfido di Apollo, all’epoca detta Roma triumphans.

Tra gli arredi più significativi, il visitatore potrà ammirare: lo “studiolo” del Museo di Ecouen, rarissimo mobile rinascimentale appositamente realizzato da maestranze romane per conservare la collezione di monete e di glittica dei Farnese; gli arazzi del Quirinale -prestati dal Presidente della Repubblica italiana- e del castello di Chambord, nei saloni del piano nobile, con le maioliche rinascimentali.

Nella Galleria nord-est è stata riallestita la preziosa quadreria insieme alla raffinata collezione dei disegni preparatori di Annibale Carracci, provenienti dal Musee du Louvre, e agli affreschi del Palazzo Fava di Bologna. Visionabili per l’occasione anche il Ritratto di Papa Paolo III di Tiziano, Cristo e la Cananea che Annibale Carracci dipinse per la cappella privata del cardinale Odoardo, le opere di Sebastiano del Piombo, di Carracci, di El Greco. La maggior parte di queste pitture provengono dal Museo di Capodimonte e dalle gallerie di Parma e di Bologna.

In definitiva, la mostra si presta ad essere un’occasione unica per consentire al pubblico di rivivere i vividi colori dei fasti farnesiani, evocandone egregiamente gli splendori attraverso una schiera così preziosa e folta di opere. Lo spettatore potrà in questa occasione non solo ammirare l’arte del periodo, ma ripercorrere le storie incrociate di pontefici, cardinali, re, ambasciatori, artisti che nell’arco di cinque secoli, tra politica e arte, vissero e si incontrarono a Palazzo Farnese facendone un luogo eccezionale e vivente.