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Papa Wojtyla su Facebook, è boom di contatti

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Sei milioni di contatti e quaranta mila iscritti. Sono questi i numeri dell’operazione promossa dal Vaticano e adeguata ai tempi che corrono, ossia inserire il profilo di Papa Giovanni Paolo II su Facebook. Mancano poche settimane all’evento più atteso dai fedeli di mezzo mondo – la beatificazione del Pontefice – in programma a Roma il 1 di Maggio. La pagina è stata lanciata da Radio Vaticana e dal Centro Televisivo Vaticano e attinge materiale dagli archivi audio e video dei media della Santa Sede, ripercorrendo così i momenti memorabili dell’intero pontificato (1978-2005).

In lingua inglese, il profilo facebook mostra una bacheca ricca di commenti lasciati dai suoi fedeli. Numerosi sono i video caricati, che ripercorrono idealmente i momenti più significativi, tra cui gli innumerevoli viaggi compiuti dal Pontefice in ogni parte del mondo: la visita all’Havana e l’incontro con Fidel Castro, al viaggio in Slovacchia a Bratislava nell’aprile del 1990. Non manca la sua presenza ai grandi eventi musicali, come al concerto tenuto da Bob Dylan e Andrea Bocelli in occasione del congresso eucaristico di Bologna del 1997.
Sappiamo quante persone sono emozionate all’avvicinarsi della beatificazione di Giovanni Paolo II, quanti giovani lo hanno conosciuto nelle giornate mondiali della gioventù, e allora abbiamo cercato un’ulteriore via per permettere a tutti di riprendere contatto con la figura di Wojtyla anche attraverso le immagini e le parole che sono state molto amate durante il suo lungo pontificato”, spiega così Padre Federico Lombardi, direttore generale della radio nonché portavoce della Santa Sede, l’idea di voler arrivare al cuore di milioni di persone attraverso la tecnologia.
Chi meglio di Facebook poteva permettere un avvicinamento seppur virtuale e ideale con il papa più amato? Nessun altro canale. Quindi meglio puntare sulla tecnologia più avanzata.

2 COMMENTI

  1. Karol Wojtyla, eletto papa
    col nome di Giovanni Paolo II nel 1978, annunciava che la corruzione del clero,
    dei vescovi, preti e frati e la loro perversione sessuale, che miete vittime
    fra ragazzini e ragazzine, non escluse le donne altrui e le suore, sono da
    ascrivere totalmente alla depravazione dei costumi ed alla degradazione della
    morale nella “società moderna”. Insomma, noi abbiamo abbandonato la fede nel
    cattolicesimo (ormai solo il 17% in Europa lo è effettivamente) ed ecco i
    risultati! Ma è poi vera un’idea del genere o è un modo piuttosto imbarazzante
    di trarsi d’impaccio di fronte al dilagare della pedofilia che ha colpito in
    particolare il suo pontificato, insieme con tutti gli scandali finanziari della
    Banca Vaticana o IOR e i finanziamenti in nero alla sua Polonia affinché Walesa
    si liberasse dal giogo comunista, l’attentato alla sua persona, il delitto
    degli Estermann nella Santa Sede, la sparizione della giovane Emanuela Orlandi,
    le collusioni con i regimi sanguinari dell’America del Sud, l’Opus Dei, la P2
    di Licio Gelli, il programma controriformistico e di restaurazione della Chiesa
    arcaica medievale, fedelmente seguito da Ratzinger nell’attuale pontificato… In
    realtà, come abbiamo ampiamente dimostrato nel presente studio, la corruzione
    morale del clero ha attraversato come una gigantesca stella, visibile di giorno
    e di notte, la vera storia del papato. Tuttavia, la differenza essenziale delle
    epoche precedenti rispetto a quella contemporanea consiste nell’analfabetismo
    che allora regnava incontrastato, un ostacolo insormontabile alla conoscenza
    delle vicende reali, delle cospirazioni e dei complotti che hanno segnato in
    maniera indelebile la nostra società. La mancanza altresì dei mezzi di
    comunicazione di massa impediva alle notizie di raggiungere ogni angolo più
    remoto della Terra. Infine, il poderoso controllo, avuto in passato
    dall’Ekklesia sui governi aristocratico-fascisti e sui loro organi di giustizia
    civile, ha impedito che fossero inquisiti i responsabili di esecrandi abusi
    sessuali. In tempi recenti, il cosiddetto Decreto Salvapreti dell’attuale
    governo clericofascista di Berlusconi ha approvato norme analoghe al più fosco
    passato: non è permesso ai giudici mettere sotto controllo il cellulare di un
    sacerdote se non si ha preventivamente l’autorizzazione del vescovo, del
    cardinale ed infine del papa. Il che equivarrebbe a dire ai terroristi,
    impegnati in un attentato, che le forze dell’ordine stanno organizzando una
    retata per incastrarli. Suvvia, se fossimo almeno coerenti in questa italietta
    neofascista dovremmo procedere in questo modo e proporre che il Decreto
    Salvapreti venga esteso anche ai mafiosi, agli eversori ed agli spacciatori.
    Insomma, non so se ci rendiamo conto del sopruso continuo a cui ci sottopone il
    Vaticano: per indagare su un cittadino italiano si deve chiedere il permesso ad
    uno stato straniero . Come vedremo più avanti, invece, proprio certe
    intercettazioni telefoniche hanno permesso di incastrare, nell’ultimo decennio
    in particolare, delinquenti matricolati che – proprio perché preti – speravano
    di essere immuni da ogni indagine da parte delle leggi civili e penali dello
    stato in cui operavano. Ciononostante, se non ci fosse stata la presa di
    coscienza civile, politica ed etica del mondo dei fedeli e dei laici non si
    sarebbero mai e poi mai potuti liberare tutti i demoni della malvagità,
    corruzione e pedofilia che albergano nei palazzi dell’oligarchia ekklesiastica
    e nei loro paradisi immorali e fiscali.

    da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ (Nexus Edizioni) 517 pagine, 130
    immagini, € 25

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