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Processo d’appello a Julian Assange, fondatore di Wikileaks

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L’Alta Corte di Londra ha fissato per il 12 e 13 luglio il processo d’appello al fondatore di Wikileaks, Julian Assange, contro l’estradizione in Svezia, dove è accusato di molestie sessuali ai danni di due donne.
L’hacker australiano ha sempre negato di aver commesso quel reato, denunciando invece una persecuzione di natura politica, data la coincidenza temporale delle accuse e delle rivelazioni di WikiLeaks.

Nel novembre 2010, infatti, WikiLeaks, organizzazione senza scopo di lucro che carica sul proprio sito web documenti coperti da segreto (segreto militare, segreto bancario, segreto di Stato, segreto industriale), ha pubblicato documenti sull’operato del Governo e della Diplomazia degli USA nel mondo.
I documenti contenevano talvolta anche punti di vista e opinioni personali di Diplomatici statunitensi e Ambasciatori sui leader stranieri, sulla questione mediorientale, sull’Afghanistan, sulla questione africana, sull’ONU.

WikiLeaks vuol essere «una versione irrintracciabile di Wikipedia che consenta la pubblicazione e l’analisi di massa di documentazione riservata».
Scopo ultimo è quello della massima trasparenza da parte dei governi, per garantire giustizia, etica e una più forte democrazia.