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Sicilia, naufragio vicino a Lampedusa: tra le vittime anche donne e bambini

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Ci sarebbero anche donne e bambini tra le vittime del naufragio di un barcone avvenuto in nottata, intorno alle 4, nel Canale di Sicilia e che ha causato 130-150 dispersi.
Finora sono stati avvistati una ventina di cadaveri e sono state tratte in salvo 48 persone. Nella zona del naufragio stanno operando mezzi aerei e navali della Capitaneria di Porto.
Purtroppo le condizioni del mare, Forza 6 con raffiche di vento da Nord Ovest che supera i 30 nodi, ostacolano le ricerche.
Le forze impegnate nei soccorsi fanno osservare che è difficile sopravvivere ad una prolungata permanenza in mare in queste condizioni senza l’ausilio di un salvagente o di qualcosa che galleggi. Si teme che molte siano le persone morte.
Tra le vittime del naufragio ci sono anche alcuni migranti che pur sapendo nuotare sono morti nel tentativo di salvare i compagni in difficoltà in un mare con onde alte fino a tre metri.
Lo riferisce il personale dell’Oim (Organizzazione internazionale per le migrazioni) che si trova sull’isola. I sopravvissuti al naufragio nel canale di Sicilia, giunti a Lampedusa, si trovano in “stato di ipotermia e sono tutti sono choc”.
Il naufragio del barcone è avvenuto in acque Sar (le operazioni di ricerche e soccorso ndr) di competenza maltese, a 39 miglia da Lampedusa.
Sono state proprio le autorità della Valletta a segnalare il barcone in difficoltà alla centrale operativa delle Capitanerie di Porto di Roma, dopo avere ricevuto un Sos lanciato dal barcone attraverso un telefono satellitare.

Quasi certamente il barcone è partito dalla Libia.