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Ultimi preparativi per la beatificazione di Papa Wojtyla

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Papa Giovanni Paolo IIPassata l’insistente attenzione mediatica sul matrimonio reale in Inghilterra, ora le notizie si concentrano sull’imminente beatificazione dell’amatissimo Papa Giovanni Paolo II, quasi passata in secondo piano rispetto al royal wedding.

La teca con le spoglie del Pontefice è stata estratta dalla tomba e portata vicino a quella di San Pietro, sempre nelle Grotte Vaticane, dove resterà fino alla mattina di domenica primo maggio, quando sarà spostata nella Basilica San Pietro, davanti all’altare centrale. Hanno assistito con commozione all’estrazione della bara molte persone vicine a Papa Wojtyla: il cardinale Stanislao Dziwisz, fedele segretario di Wojtyla per circa 40 anni, il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, suor Tobiana, che raccolse l’ultima frase del Papa (“Lasciatemi andare alla Casa del Padre”).

La teca è stata coperta con un drappo damascato in oro e, prima di congedarsi da essa, è stata baciata dal fedele Stanislao. Invece, la pietra in marmo che fino a ieri chiudeva la tomba sarà portata a Cracovia e collocata in una nuova chiesa da dedicare al Beato.

E’ previsto un afflusso di turisti da ogni parte del mondo e chiaramente i controlli e la vigilanza saranno accurati, per assicurare massimo ordine e sicurezza. Il capo della Polizia, Antonio Manganelli, ha detto: ”Domani sarà una giornata di festa, di riflessione, un giorno bello come Giovanni Paolo II merita. Ci sarà un afflusso imponente, anche di capi di Stato, di personalità che siamo chiamati a proteggere. Vigileremo con molta tranquillità e senza alcuna velleità di blindare una città che domani deve essere serenamente in festa. Ci sarà poi da gestire anche il deflusso, ma non è un problema nuovo per Roma, che ha vissuto il Giubileo, la triste esperienza della morte del Papa e il felice evento dell’incoronazione del nuovo Papa. Tutti eventi che hanno richiamato milioni di persone e che sono stati gestiti con grande capacità. Roma è una città che accoglie, che sa organizzarsi”.

1 COMMENTO

  1. Il 23.2.‘99, le madri di Piazza
    di Maggio che rivendicavano i corpi dei loro figli, fatti sparire nel nulla dai
    carnefici di Pinochet, scrivevano a Wojtyla una lettera che è la più pura
    espressione di un insegnamento morale, assolutamente assente fra le mura
    corrotte del Soglio di Pietro:

    “Signor Giovanni Paolo II,

    Molti giorni
    abbiamo impiegato per cercare di accettare la richiesta di perdono che Lei,
    Giovanni Paolo II, ha reclamato per il genocida Pinochet.

    Ci rivolgiamo
    a Lei come ad un cittadino comune perché ci sembra aberrante che dalla sua
    poltrona di papa nel Vaticano, senza conoscere né aver sofferto nel proprio
    corpo il pungolo elettrico (picana), le mutilazioni, lo stupro, si animi in
    nome di Gesù Cristo per chiedere clemenza a favore di quell’assassino.

    Gesù fu crocifisso e le sue carni furono
    straziate dai giuda che come Lei, oggi, difende degli assassini.

    Signor
    Giovanni Paolo, nessuna madre del terzo mondo che ha dato alla luce un figlio,
    che ha amato, protetto ed accudito con amore e che poi è stato mutilato e
    ucciso dalla dittatura di Pinochet [Cile], di Videla [Argentina], di Banzer
    [Bolivia] o di Stroessner [Paraguay], potrà mai accettare con rassegnazione la
    sua richiesta di clemenza.

    Noi La incontrammo in tre occasioni, però Lei
    non ha impedito affatto il massacro, non ha alzato la sua voce per le nostre
    migliaia di figli che morivano in quegli anni di orrore.

    Noi, l’Associazione ‘Madres de Plaza de
    Mayo’ supplichiamo, chiediamo a Dio in una immensa preghiera che si estenderà
    per tutta la Terra,
    che non perdoni Lei signor Giovanni Paolo II, che denigra la Chiesa del popolo che
    soffre, ed in nome dei milioni di esseri umani che muoiono e continuano a
    morire oggi nel mondo, mentre essi sono alla mercé dei responsabili dei
    genocidi che Lei difende e sostiene.

    LA RELIGIONE CHE UCCIDE

    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

    (Nexus Edizioni), giugno, 2010.

    517 pagine, 130
    immagini, € 25

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