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Vittorio Arrigoni: due i reo confessi

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Il rapimento e la crudele uccisione del volontario italiano, Vittorio Arrigoni, sono avvenuti per mano di un gruppo di ultraintegralisti salafiti dell’enclave palestinese. Il governo Hamas ha confessato di essere in parte colpevole: “Si trattava di una nostra cellula uscita fuori controllo”.
Già fermate tre persone, due hanno ammesso la loro colpevolezza. I killer erano uomini della sicurezza di Hamas.

Hasan Al-Uri, consigliere legale di Abu Mazen, presidente dell’Autorità palestinese, ha dichiarato che i colpevoli rischiano la condanna a morte. Questo perché sarà considerato alto tradimento: “L’assassinio di Arrigoni, che ha messo a rischio la sua vita per difendere l’indipendenza e la libertà del popolo palestinese, equivale all’omicidio di un combattente palestinese”.

Il killer, cioè colui che ha ucciso con le proprie mani Arrigoni, ha confessato insieme all’altro che l’avrebbe fiancheggiato nel sequestro. Il terzo uomo, sospettato di complicità, non ha ancora dichiarato nulla.