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Il gelsomino del Cile: cure e consigli utili per una facile coltivazione

Gelsomino del Cile: si sta diffondendo sempre più la commercializzazione di questa bella rampicante. Negli ultimi 2 anni gli acquisti di gelsomino del Cile sono in netta crescita

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dipladenia rubra
La Dipladenia, chiamata comunemente anche gelsomino del Cile, è una pianta sempreverde proveniente dal Sudamerica. Si coltiva in vasi appesi oppure come rampicante aiutata da tutori.
La Dipladenia è apprezzata principalmente per i suoi splendidi fiori che sbocciano dall’inizio della primavera fino alla fine dell’estate. In primavera il gelsomino del Cile produce una grande quantità di fiori dal colore rosa, rosso o bianco a forma di trombetta con la gola di colore giallo intenso.

Il gelsomino del Cile può essere coltivato anche in terra in zone dove le temperature invernali sono abbastanza miti.

Il gelsomino del Cile è una pianta sempreverde e presenta una fioritura migliore se potata regolarmente. In zone con temperatura invernali miti le piante possono essere lasciate all’esterno, altrimenti vanno messe al riparo in un luogo non troppo caldo perché necessitano di un periodo vegetativo di riposo.dipladenia brasiliensisTeme le basse temperature, quindi con l’arrivo dei primi freddi va messa al riparo; necessita di un periodo di riposo invernale a temperatura fresca e umida: sottovalutare questa esigenza, tenendo la pianta a temperature elevate, espone al rischio di compromettere la successiva fioritura.

Gradisce posizioni molto luminose anche alla luce diretta del sole, se posta in un luogo troppo ombreggiato produce pochi fiori ma molte foglie.

Per una migliore fioritura di solito è necessario fornire del concime per piante da fiore ogni 8-10 giorni nel periodo vegetativo, da marzo a ottobre, e almeno una volta al mese in inverno.

Il gelsomino del Cile non ha bisogno di cure particolari. Bisogna stare solo attenti ad alcuni parassiti e malattie che potrebbero compromettere gravemente la crescita.

Se le foglie si incurvano verso il basso in inverno, è un problema di basse temperature; bisogna portare quanto prima la pianta in ambiente protetto.
Se tali sintomi si manifestano in estate si tratta di marciumi radicali. In quest’ultimo caso non si può far nulla; bisogna estirpare la pianta con tutti i rizomi e disinfestare il terreno con prodotti specifici (fumiganti o geodisinfestanti granulari).

grave clorosi ferricaSe le foglie ingialliscono e cadono può essere anche in questo caso un marciume radicale oppure una clorosi ferrica. Nel secondo caso, molto meno grave, basterà semplicemente somministrare del chelante ferrico nel periodo di massimo assorbimento radicale (primavera- inizio estate).

Se le foglie del gelsomino del Cile diventano appiccicaticce, evidentemente si tratta di melata prodotta da cocciniglie o afidi (Aphidius nerii): è necessario intervenire con aficidi specifici per contenere le infestazioni alla comparsa dei primissimi focolai.