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World Press Photo: l’edizione 2011 dedicata a Tim Hetherington e Chris Hondros

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Le foto vincitrici del Premio World Press Photo verranno esposte al Museo di Roma in Trastevere da venerdì al 22 maggio. L’edizione 2011 è dedicata ai reporter uccisi Tim Hetherington e Chris Hondros.

Il World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. Da cinquantaquattro anni, ogni anno una giuria indipendente, formata da esperti internazionali, è chiamata a esprimersi su migliaia di domande di partecipazione provenienti da tutto il mondo, inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste.

Quest’anno al premio hanno partecipato 5.847 fotografi per un numero esorbitante di scatti: ben 101.960 sono state infatti le fotografie sottoposte al giudizio della giuria. A quest’ultima l’arduo compito di selezionare i lavori proposti da fotografi professionisti di 125 diverse nazionalità.

Nove le diverse categorie di riferimento: Vita Quotidiana, Protagonisti dell’attualità, Spot News, Notizie generali, Natura, Storie d’attualità, Arte e spettacolo, Ritratti, Sport.

In conclusione sono stati premiati 56 fotografi di 23 diverse nazionalità: Australia, Bangladesh, Brasile, Canada, Cina, Danimarca, Francia, Germania, Haiti, Hong Kong, Ungheria, India, Indonesia, Irlanda, Israele, Italia, Messico, Olanda, Polonia, Somalia, Sud Africa, Spagna e Stati Uniti.

È stato uno scatto della sudafricana Jodie Bibier ad essere proclamato “foto dell’anno”. Soggetto dell’immagine è Bibi Aisha, una ragazza diciottenne della provincia afghana di Oruzgan con una storia a dir poco drammatica. Bibi era fuggita dal marito violento per tornare dalla sua famiglia ma, rapita, era stata consegnata alla giustizia di un comandante talebano che per lei ha pronunciato un violento verdetto: suo marito le ha amputato le orecchie e il naso mentre il cognato la teneva. Abbandonata in queste condizioni, Bibi ha trovato aiuto e salvezza da soldati americani. Dopo aver trascorso un breve periodo in un rifugio per donne a Kabul, è stata infine portata negli Usa, dove ha potuto ricevere sostegno psicologico e cure adeguate, incluso un’intervento di chirurgia plastica. Bibi Aisha ora vive negli Stati Uniti.

Jodi Bibier ha vinto otto volte il World Press Photo. Il presidente della giuria David Burnett ha così commentato l’immagine vincitrice: “Questa potrebbe diventare una di quelle fotografie, e ne abbiamo forse solo dieci nella nostra vita, dove se qualcuno dicesse ‘sai, quell’immagine di una ragazza…’, tu sapresti perfettamente di quale foto stia parlando”.

Oltre alla foto dell’anno ‘Press Photo of the Year’, la giuria composta da 13 membri conferisce tre premi in dieci categorie. Il premio principale è conferito all’immagine che “… non è solo la sintesi fotogiornalistica dell’anno, ma rappresenta un problema, situazione o evento di grande importanza giornalistica, e fa questo in un modo che dimostra un eccezionale livello di percezione visiva e creatività” (World Press Photo returns to USC Annenberg).

WORLD PRESS  PHOTO

World Press Photo è un’ organizzazione no-profit indipendente, con sede ad Amsterdam, in Olanda, dove fu fondata nel 1955. L’ufficio di Amsterdam funge da hub per una rete di contatti professionali in tutto il mondo ed è grazie a questa rete che il concorso annuale viene organizzato, così come il viaggio espositivo ad esso collegato. Ogni edizione di questa mostra richiama oltre due milioni di visitatori in quarantacinque stati ed è accompagnata da un annuario pubblicato in sei lingue che presenta tutti i premiati.

Museo Roma in Trastevere

Piazza di Sant’Egidio 1 – 00153 Roma