Home News Cronaca Cesare Battisti: una vita nell’illegalità

Cesare Battisti: una vita nell’illegalità

Ecco la storia del terrorista Cesare Battisti, tornato libero grazie alla decisione della Corte suprema brasiliana che si è espressa contro l'estradizione

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Cesare Battisti è un ex terrorista italiano, nato il 18 dicembre 1954 a Sermoneta. Già in gioventù fu protagonista di vicende di delinquenza e atti di criminalità e teppismo; fu più volte segnalato dalle forze dell’ordine e nel 1972 subì il primo arresto, per rapina, cui ne seguirono altri.
Nel carcere di Udine entrò in contatto con Arrigo Cavallina, ideologo dei Proletari Armati per il Comunismo (PAC), che lo accolse nell’organizzazione.
Partecipò alle azioni del gruppo eversivo, tra cui rapine a banche e supermercati e diversi omicidi di commercianti e uomini delle forze dell’ordine.
Nel 1979, nell’ambito di un’operazione antiterrorismo di vaste proporzioni, Battisti venne arrestato e condannato a 13 anni e 5 mesi per l’omicidio del gioielliere Pierluigi Torreggiani.
Due anni più tardi Battisti riuscì ad evadere e a fuggire in Francia, dove beneficiò a lungo della dottrina Mitterrand. Qui conobbe la futura moglie e iniziò la sua attività di scrittore.
Poco tempo dopo venne arrestato a seguito di una richiesta di estradizione del governo italiano. Nell’aprile 1991, dopo quattro mesi di detenzione, la Chambre d’accusation di Parigi lo dichiarò non estradabile.
Nel 2004 venne nuovamente arrestato e ci fu la seconda richiesta di estradizione: Jacques Chirac, successore di Mitterrand, aveva palesato il suo consenso all’estradizione in Italia, in caso di esito negativo del ricorso in Cassazione presentato dai legali di Battisti. Il Consiglio di Stato francese e la Corte di Cassazione, con due successive decisioni sulla richiesta di estradizione, autorizzarono la consegna di Battisti alle autorità italiane.
Un movimento di solidarietà a Cesare Battisti si è sviluppato in occasione della seconda richiesta di estradizione accettata dalle autorità francesi. Vari intellettuali e personalità del mondo della cultura e della politica vi hanno aderito.

Dopo la decisione francese, però, Battisti lasciò il Paese facendo perdere le sue tracce. Trascorse la sua latitanza in Brasile: venne arrestato a Copacabana il 18 marzo 2007. Due anni dopo il Brasile gli concesse lo status di rifugiato politico.
Il 18 novembre 2009 la più alta istituzione giurisdizionale del Brasile, il Supremo Tribunal Federal, ha considerato illegittimo lo status di rifugiato politico concesso dal governo brasiliano.
Il 31 dicembre 2010 il Presidente brasiliano Lula ha annunciato il proprio rifiuto all’estradizione di Battisti in Italia.
Sul diniego di estradizione da parte del Presidente Lula, il mondo politico italiano ha sempre espresso delusione e rammarico, sentimenti che si sono ora accentuati, in seguito alla  decisione espressa dalla Corte suprema brasiliana, che lo ha reso di nuovo libero.

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