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Formula 1, in Canada vincono Button e il maltempo

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Dopo un’estenuante maratona di quattro ore è stato Jenson Button a conquistare il Gran Premio del Canada, settima prova del Mondiale. La pioggia è stata l’assoluta protagonista della giornata, prima e soprattutto durante la gara. Costretta agli straordinari la Safety Car, che è intervenuta in pista addirittura sei volte.

La vettura di sicurezza guida il gruppo sin dall’inizio: il circuito, infatti, è inzuppato d’acqua e la direzione di gara decide di rinunciare alla partenza tradizionale. La corsa vera inizia al quinto giro ed è subito spettacolo. Hamilton tocca Webber che va in testacoda, tre tornate più tardi l’inglese cerca di passare Button sul rettilineo di arrivo. Il compagno di squadra lo chiude e Hamilton picchia la sospensione posteriore sinistra sul muro. E’ritiro. Button sarà poi costretto ad un drive-through al giro 14 per eccesso di velocità in regime di Safety Car. Da lì scatterà la sua rimonta.

Davanti Vettel semina gli inseguitori mentre la pioggia sembra attenuarsi, ma è solo un bluff. Ci casca in pieno la Ferrari che spedisce Alonso ai box a montare le gomme intermedie. Un errore grossolano: nel giro di pochi minuti scoppia il diluvio e lo spagnolo è costretto a rientrare di nuovo per rimettere i pneumatici da bagnato estremo. La cattiva strategia fa perdere ben sei posizioni all’asturiano, che al via era secondo. L’acqua inonda il circuito e la Safety Car ritorna, ma non c’è niente da fare: su Montreal si abbatte un vero e proprio nubifragio e la gara viene stoppata al 25esimo giro, con Vettel al comando sul sorprendente Kobayashi che a sua volta precede Massa.

Piloti, meccanici e ingegneri aspettano due ore prima che la gara ricominci. La pioggia imperversa e i commissari di percorso cercano in qualsiasi modo – attraverso appositi mezzi meccanici o addirittura con le scope – di togliere l’acqua che inonda la pista.

Alla nuova partenza, ancora guidata dalla Safety Car, le posizioni non cambiano. La pista a poco a poco si asciuga e tutti corrono ai box a montare le intermedie. Al giro 37 arriva la doccia gelata per il popolo ferrarista: Button colpisce Alonso e lo spagnolo è costretto al ritiro. L’ex della Brawn invece ha una gomma danneggiata e deve andare ai box.

La gara prosegue e a sorpresa Micheal Schumacher si sveglia. Da settimo riesce in pochi giri ad arrivare secondo con una grinta e una fame agonistica degna dei suoi tempi d’oro. Webber, Heidfeld e in un colpo solo Massa e Kobayashi finiscono dietro al tedesco, mentre dietro Button comincia a decollare in una pista finalmente asciutta. Il miglioramento delle condizioni dell’asfalto spinge quasi tutto il gruppo a montare le gomme slick e la scelta si rivela azzeccata. La Ferrari sembra invece avere tutto contro: la domenica nera del Cavalino si compie con il botto di Massa che distrugge il suo musetto quando era terzo. Finirà sesto dietro il russo Petrov della Renault. Button riacciuffa Schumacher e Webber e fra i tre è sfida aperta. L’inglese è scatenato e nell’arco di due giri sorpassa i due avversari e punta dritto su Vettel che comincia a perdere terreno ad ogni giro.
Schumacher, invece, vede sfumare il podio dopo il sorpasso di Webber a soli tre giri dalla conclusione.
Nelle ultime tornate Vettel sente il fiato di Button sul collo, l’inglese gli arriva a soli otto decimi ma non sembra in grado di riuscire a superarlo.
Ma l’ennesima sorpresa della giornata arriva proprio a poche curve dalla fine: il pilota della Red Bull sbaglia l’entrata in una chicane e va in sovrasterzo, Button è lesto ad approfittare dell’errore del tedesco e lo supera, arrivando primo alla bandiera a scacchi. Per l’inglese una gara memorabile, per Vettel una corsa-beffa. Per la Ferrari semplicemente un disastro.