Home Arte Restauro Torre di Pisa

Restauro Torre di Pisa

445
CONDIVIDI

Matteoli stupito piacevolmente del magnifico lavoro corale e certosino del restauro ha dichiarato: “Credo che sia il momento di pensare a un’associazione internazionale delle Fabbricerie, una sorta di agenzia europea, con sede qui a Pisa, che possa interloquire con i Governi e le istituzioni nazionali ed europee rivendicando il ruolo che le spetta”, idea questa ben accolta dal Sindaco Marco Filippeschi e da Pierfrancesco Pacini, Presidente dell’Opera della Primaziale Pisana, che hanno assicurato un immediato impegno al fine di concretizzare la proposta.
Il restauro della Torre di Pisa

Un intervento esemplare sotto il profilo della moderna metodologia e dell’organizzazione di cantiere quello del restauro delle superfici lapidee della Torre.

Sotto la direzione dell’Arch. Gisella Capponi, dell’Istituto Superiore Centrale per il Restauro, l’intervento si è svolto sui quasi 25.000 conci e su un’area di circa 7.335 mq. Giusto per fornire qualche riferimento quantitativo, nel 2001 fu stimato per questo intervento un importo dei lavori complessivo di circa 5.500.000 euro, importo sostanzialmente rispettato alla conclusione dei lavori così come il cronoprogramma che era stato allora definito.
In questi 11 anni di lavori che hanno riportato allo splendore sia gli ambienti interni sia le superfici esterne, hanno operato mediamente dieci restauratori con un impegno quotidiano diurno e spesso notturno per non deludere le aspettative dei numerosissimi turisti che hanno visitato la Torre.
La caratteristica saliente del monumento di piazza dei Miracoli, la pendenza, ha costituito dei vincoli imprescindibili per la definizione dei ponteggi e di tutte le opere provvisionali necessarie a consentire alla squadra di restauratori di operare in assoluta sicurezza, garantendo al tempo stesso di raggiungere tutti gli elementi architettonici e decorativi

 

Il convegno

Nell’occasione, s’è tenuto un convengo internazionale dal titolo “Cattedrali Europee, esperienze di gestione a confronto” organizzato dall’Opera della Primaziale Pisana e al quale ha partecipato l’arcivescovo Mons. Giovanni Paolo Benotto.

Hanno dato il loro prezioso contributo i rappresentanti delle più importanti e significative cattedrali d’Italia ed Europa chiedendo di non dimenticare mai, oltre al grande valore artistico-culturale, l’aspetto religioso e sottolineando anche la difficoltà delle cosiddette cattedrali, una realtà questa difficile soprattutto per la ricerca di fondi destinati alla manutenzione della stessa struttura.

Le cattedrali: protagoniste di cultura e religione

Ogni cattedrale racconta una storia diversa, inestricabilmente connessa con le sorti del paese di appartenenza. Di grande fascino e interesse è stata l’esposizione della presentazione di Mons. Vittorio Lanzani e Pietro Zander.
Era impensabile non inziare dal centro storico-culturale-religioso della  Cristianità Cattolica: la Basilica di San Pietro in Vaticano, spesso descritta come la più grande chiesa del mondo. La basilica di San Pietro è la sede delle principali manifestazioni del culto cattolico ed è perciò in solenne funzione in occasione delle celebrazioni per il Natale, la Pasqua ed i riti della Settimana Santa, la proclamazione dei nuovi papi e le esequie di quelli defunti, l’apertura e la chiusura dei giubilei e le canonizzazioni dei nuovi Santi. Tanto curiosa e affascinante è la storia della Fabbrica di San Pietro. La formazione del gruppo dei sanpietrini risale agli inizi del Settecento, quando la Fabbrica si trovò a dover rispondere con sollecitudine alle esigenze pratiche di una basilica, che, oltre ai sempre più impegnativi lavori di manutenzione, si arricchiva di nuovi monumenti e decorazioni. Fu Nicola Zabaglia, manovale con innate capacità tecniche.La complessità e l’entità dei lavori a cui si è accennato, e la molteplicità delle attività connesse alla vita della basilica, richiedono un’attenta e non facile organizzazione amministrativa per la gestione finanziaria. Altrettanto fondamentale è il ruolo ricoperto dall’Ufficio del personale, che segue l’attività di un organico effettivo di circa centoventi persone. Va poi ricordata la funzione svolta dalla Fabbrica con un proprio incaricato a sostegno dell’attività di ricerca di numerosi studiosi italiani e stranieri, favorendo la realizzazione di materiali illustrativi per pubblicazioni scientifiche, per conferenze e convegni internazionali. Un impiegato della Fabbrica fornisce, in accordo e in collaborazione con il Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, il sostegno per la realizzazione di documentari o filmati a tema storico e religioso. La Fabbrica da oltre vent’anni, cura inoltre la pubblicazione di un proprio notiziario mensile dal titolo La Basilica di S. Pietro, per portare, a quanti lo desiderano, l’eco delle attività svolte nella basilica, unitamente a notizie storiche e a riflessioni spirituali sulle diverse opere d’arte e fede in essa custodite. Per quanto riguarda l’aspetto liturgico e devozionale, l’Ufficio delle celebrazioni del Vicariato vaticano presso la Fabbrica coordina le richieste di celebrazioni e di preghiera nella basilica, curando l’accoglienza delle migliaia di fedeli che, sia singolarmente sia in gruppi guidati da vescovi diocesani, parroci e assistenti spirituali, giungono da ogni parte del mondo in devoto pellegrinaggio alla tomba del principe degli apostoli.

Cynthia de Giorgio c’ha parlato della di St. John, concattedrale della Valletta (Malta) costruita dall’Ordine dei Cavalieri di San Giovanni appena dopo il loro insediamento. Vi lavorarono gli artisti Cassar e Preti, è chiamata Co-cattedrale perché divide questa funzione insieme a San Pawl e Mdina. E’ considerata il primo esempio completo di alto barocco al mondo, ed oltre ad ospitare “La decollazione di San Giovanni Battista” del Caravaggio del 1608, è nota per i disegni sul muro di pietra ed il soffitto a volta e il pavimento è reso ricco dalle pietre tombali incastonate di molti cavalieri figli di nobili famiglie europee.

A rappresentare l’Abazia di Westminster di Londra è stato Valerie Humphery. All’interno della monumentale struttura si trovano due scuole: la Westminster School, fondata dai Benedettini nel 1179, e la Westminster Abbey Choir School, la scuola del coro dove studiano i ragazzi del Coro dell’Abbazia di Westminster. E’ doveroso, inoltre, ricordare che la cattedrale non ospita solo la sepoltura di molti sovrani, ma anche santi e personaggi famosi d’Inghilterra, come l’esploratore David Livingstone, gli scrittori Dickens e Kipling, il naturalista Charles Darwin e il fisico Isaac Newton. Numerose sono anche le targhe commemorative a personaggi famosi, come Winston Churchill.

Il Mont Saint-Michel è un isolotto roccioso situato presso la costa settentrionale della Francia, dove sfocia il fiume Couesnon. Sull’isolotto venne costruito un santuario in onore di San Michele Arcangelo. La notevole architettura del santuario e la baia nel quale l’isolotto sorge con le sue maree ne fanno il sito turistico più frequentato della Normandia e uno dei primi dell’intera Francia, con circa 3.200.000 visitatori ogni anno. Dal 1979 fa parte dei Patrimoni mondiali dell’umanità dell’UNESCO.

La Sagrada Família di Barcellona c’è stata presentata da Xavier Martinez Perez. Opera per eccellenza atualmente incompiuta. Considerata il capolavoro dell’architetto Antoni Gaudí, massimo esponente del modernismo catalano. La vastità della scala del progetto e il suo stile caratteristico ne hanno fatto uno dei principali simboli della città e una delle tappe obbligate del turismo di massa. È l’unica basilica europea in fase di costruzione. I lavori sono cominciati nel lontano 1882 e proseguiranno ancora per molti anni, probabilmente fino al 2026. Anche se non conclusa, la chiesa è stata consacrata da papa Benedetto XVI il 7 novembre 2010 ed elevata al rango di basilica minore.

Altre sono le opere delle quali s’è parlato all’evento: il Duomo di Milano, la Basilica di San Marco di Venezia,  la Catedral de Sivilla, la Cathedrale Notre Dame de Paris, la Cathedrale de Bourges, la Catedal de Braga