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Bere acqua può diventare una dipendenza

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Gli eccessi sono sempre negativi, a vincere sono le mezze misure e questo vale anche, e soprattutto, nell’alimentazione, acqua compresa.
Gli esperti dicono che bere fa bene, ma anche in questo caso esagerare non è salutare: addirittura c’è chi, prendendo troppo alla lettera il consiglio di idratarsi molto, ha sviluppato una vera e propria dipendenza.
Si chiama aquaholism, ovvero dipendenza da acqua
, ed ha effetti molto dannosi sulla salute.

A lanciare l’allarme è stato il Daily Mail, che ha pubblicato la storia di Joanne Jarvis, un’assetata cronica che in condizioni normali assume mediamente 6 litri di acqua al giorno. Il picco lo ha toccato con 16 litri nell’arco di 24 ore, che le è costato un ricovero ospedaliero, finendo in pericolo di vita.
Quella di Joanne è una dipendenza congenita, che risale alla nascita, ma questa assuefazione può svilupparsi anche in età adulta.
Proprio per questo l’Oms ha fissato limiti precisi all’assunzione di questo prezioso liquido superati i quali bere diventa nocivo.
Per un adulto di 60 chilogrammi, ad esempio, sono sufficienti 2 litri di acqua al dì, non di più.

L’eccessivo consumo di acqua causa alterazioni nell’equilibrio elettrolitico del corpo e nel ciclo sodio-potassio, minerali fondamentali alla vita umana, con conseguente predisposizione a malattie cardiovascolari o addirittura morte.