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Campovolo 2.0: evento memorabile

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“Campovolo 2.0″ non ha deluso le aspettative, rivelandosi il trionfo che tutti si aspettavano.
Ligabue ha stregato i suoi fans in tre ore di concerto e 31 brani in scaletta.
Palco di 90 metri di lunghezza e 1100 metri quadrati di superficie, effetti speciali, proiezioni su maxi schermi: uno spettacolo potente e curato nei dettagli.

Brano d’apertura è stato “Questa è la mia vita”, seguito dalla più recente “Un colpo all’anima”.
La star di Correggio ha riproposto, tra le tante, “Anime in plexiglass”, “Figlio d’un cane”, “Marlon Brando è sempre lui”, “I duri hanno due cuori”, “Non è tempo per noi” e, nel secondo set, anche un inedito, composto nel 1993: “M’abituerò”.
Immancabile “Certe notti”, con assolo di Federico Poggipollini.
E ancora, “Il giorno di dolore che uno ha”, “Vivo morto o X”, “Viva”, “Tra palco e realtà”, la splendida “Buonanotte all’Italia”, “Quando canterai la tua canzone”, “A che ora è la fine del mondo?” e l’amatissima “Piccola stella senza cielo”.
Bis per la canzone, tratta dall’ultimo album, “Il peso della valigia”.

Un pubblico variegato, quello di Campovolo: fans di tutte le età, dagli adolescenti ai cinquantenni, tutti catturati dall’energia rock del Liga.
A termine concerto, l’invito ai presenti a far l’amore: “Voglio mille figli da Campovolo”, ha detto la rock star.