Home News Cronaca Caso Scazzi, indagini chiuse. Furono Cosima e Sabrina a uccidere

Caso Scazzi, indagini chiuse. Furono Cosima e Sabrina a uccidere

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A quasi un anno dall’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne di Avetrana il cui corpo venne ritrovato lo scorso 6 ottobre  in un terreno vicino a un casolare di proprietà della famiglia Misseri, in località Mutunato, le indagini possono ormai considerarsi concluse.

Un anno di bugie che Michele Misseri ha raccontato agli inquirenti, forse per deviare i sospetti sulla moglie Cosima Serrano e sua figlia Sabrina. Finchè l’uomo non ha retto più a quel castello di menzogne, da lui stesso costruito, nel quale si dipingeva come l’ esecutore materiale del delitto. Ecco allora arrivare il colpo di scena: l’uomo punta il dito contro sua figlia Sabrina. Accuse e colpe cominciano a rimbalzare per mesi tra padre e figlia. Ma quando l’amara verità di come si sono svolti realmente i fatti viene a galla e che vede Cosima e Sabrina le vere autrici del delitto della piccola Sarah, Michele Misseri, fà subito dietro- front e insiste, nuovamente, sulla sua colpevolezza.

Ma per gli inquirenti che hanno ormai chiuso le indagini i fatti si sono svolti in questo modo: Sarah Scazzi fu uccisa dalla zia Cosima e dalla cugina Sabrina; lo zio Michele operò la soppressione del cadavere e tentò di distruggere gli effetti personali della vittima. Negli avvisi di conclusione delle indagini, Cosima Serrano e Sabrina Misseri, secondo l’accusa “privarono della libertà personale Sarah Scazzi, costringendola dopo averla strattonata ed afferrata per i capelli, e comunque con tono minaccioso, a salire sull’autovettura della Serrano, conducendola verso la loro abitazione contro la volontà della minore, di cui cagionavano la morte a mezzo di una cinghia”.

Importante per la conclusione delle indagini si è rivelata la testimonianza di un fioraio della zona che aveva raccontato nell’autunno scorso ad amici e collaboratori di aver visto Cosima Serrano e Sabrina sequestrare Sarah. Indotto a parlarne agli inquirenti, il 9 aprile scorso ha dichiarato di aver assistito al sequestro ma solo in sogno. Per questo è stato accusato di false dichiarazioni.