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Disastro ambientale legato al petrolio

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Da un oleodotto della Exxon Mobil sono fuoriusciti circa 160 mila litri di petrolio, provenienti da un migliaio di barili riversatisi nel fiume Yellowstone, nel Montana: le tracce di greggio coprirebbero un’area di circa 10 miglia (16 km), stando alle stime dei dirigenti della compagnia.

Secondo il governatore dello Stato, Brian Schweitzer, invece, “questa è una zona selvaggia, e loro non hanno alcuna idea se sono 5, 50, o 100 miglia, stanno tirando a indovinare”.

E’ alta la paura di possibili danni ambientali, dalla gravità ancora incerta.

Per adesso, la Exxon ha mobilitato operatori per raccogliere il greggio in tre diversi siti lungo il corso d’acqua.

Il fiume Yellowstone è da sempre celebre per la pesca, un fiume fondamentale per i contadini della zona, che dipendono dalle sue acque.

Il democratico Schweitzer ritiene che la Exxon Mobil debba dispiegare più personale e smentisce la convinzione di Pruessing, secondo cui non si sarebbero registrati danni alla natura.

“Il fiume Yellowstone – ha dichiarato il governatore – è importante per noi. Dobbiamo effettuare ispezioni fisiche nel fiume con piccole barche, al più presto”.

Secondo l’Agenzia per la protezione ambientale solo una piccola frazione del greggio disperso potrà essere recuperato; la restante parte andrà a compromettere inevitabilmente l’ecosistema.