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Gioca Jouer: avere 30 anni e non dimostrarli

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E’ un ballo di gruppo ancora gettonatissimo: basta guardare le serate a bordo piscina dei villaggi turistici o le persone in spiaggia la mattina. Non sarà difficile trovare nelle play list il “Gioca Jouer”.
L’omonimo 45 giri fu portato al successo dal disc-jockey Claudio Cecchetto e prodotto da Giancarlo Meo e Claudio Simonetti, nella lontana estate 1981. È stata la sigla del 31º Festival di Sanremo, nonchè un vero tormentone estivo, da allora fino ad oggi. Il brano rimase in vetta alla classifica per mesi.

“In realtà è semplicemente un gioco associato alla musica”, spiega Cecchetto. “Sono dunque passati trent’anni da quando avevo in mano ‘Gioca Jouer’. In quel periodo – ricorda il dj – ero alla vigilia della conduzione del Festival di Sanremo. L’allora patron della kermesse Gianni Ravera mi disse: ‘No Claudio, facciamola uscire come sigla e vedrai che successo che farà’. Ancora oggi mi ricordo questa frase profetica. In effetti fu un’occasione unica per proporre per tre sere davanti a una platea di 40 milioni di telespettatori ‘Gioca Jouer’. Una novità assoluta perché sino ad allora Sanremo non aveva una sigla e veniva introdotto da immagini di fiori che giravano su musica classica”.

Per festeggiare il longevo successo del brano, i figli di Cecchetto, Jody e Leonardo, hanno creato un video montando spezzoni di 100 esibizioni del ballo prese da Youtube.
Nel 2007 “Gioca Jouer” è stato tradotto in francese, inglese, spagnolo, tedesco e cinese.