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Giorgio Napolitano rinuncia agli aumenti

Il Presidente della Repubblica, un esempio per tutti

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Il Capo dello Stato ha comunicato al ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, la decisione di rinunciare agli aumenti di stipendio fino alla fine del mandato. Ricordiamo che la rivalutazione dell’assegno personale al Capo dello Stato è prevista dalla legge n. 372 del 23 luglio 1985 che stabilisce “ l’adeguamento ogni anno in misura pari alla variazione accertata dall’Istat dell’indice dei prezzi al consumo registrata nell’anno precedente”.
Giorgio Napolitano ha anche firmato i decreti per l’applicazione del contributo di solidarietà sulle pensioni e per la riforma delle pensioni di anzianità del Quirinale che comporteranno un ulteriore risparmio per lo Stato italiano.

Un gesto che certamente non basterà a risollevare la bistrattata economia italiana, ma servirà sicuramente a scuotere le coscienze della gente. Sono questi i provvedimenti di cui la politica dovrebbe farsi carico, invece di cadere quotidianamente in battibecchi dialettici che hanno stufato oltremodo la sensibilità dei cittadini.

2 COMMENTI

  1. E FACILE PER CHI I SOLDI NON LI CONTA,E NON HA PROBLEMI DI SOPRAVVIVENZA COME LA COME LA STRAGRANDE MAGGIORANZA DELLE FAMIGLIE ONESTE. 

  2. Bene così, adesso (anche per tutti i deputati e senatori) ridurre sotto la media europea e RETROATTIVAMENTE restituire il surplus dall’inizio legislatura.

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