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Palio di Siena, la morte di un cavallo fa discutere

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Il Palio di Siena è una competizione tra contrade della città senese, una giostra equestre che affonda le sue radici in età medioevale. Si svolge due volte l’anno: il 2 luglio e il 16 agosto. Si racconta che i senesi decisero di indire il Palio in ricordo della memorabile battaglia di Montaperti del 1260 e dello scampato pericolo.

Una manifestazione, dunque, che da secoli accompagna la storia dei senesi. Ma l’appuntamento di quest’anno del 2 luglio, vinto dalla contrda dell’Oca, ha suscitato non poche polemiche per la morte del cavallo Messi della contrada della Chiocciola, avvenuta lo scorso venerdì.

Da qui la richiesta di “abolire il Palio di Siena”. E’ quanto chiede la presidente dell’Enpa, l’ente per la protezione degli animali, Carla Rocchi, antropologa in risposta alla dichiarazione del sindaco. Quest’ultimo, in seguito allo spiacevole episodio, aveva dichiarato che “non è possibile garantire piena sicurezza per i cavalli del Palio”.

Ma “la morte dei cavalli, oramai a cadenza quasi “regolare”, getta fango sulla stessa città toscana, al di là delle migliori intenzioni delle quali, lo ripeto, io non dubito. Proprio per questo – afferma la presidente dell’Enpa – il Palio di Siena va abolito, una volta per tutte”.

Sulla stessa linea anche la LAV. “Il Palio di Siena va abolito, perchè non può più parlarsi di incidentalità ma di regolarità nella morte dei cavalli, in media due ogni tre edizioni”, afferma il presidente la Lega anti-vivisezione, Gianluca Felicetti.

“Il Palio ha una grande tradizione storica, che non è fatta solo della corsa dei cavalli: può esistere anche se la corsa viene abolita”, spiega.

2 COMMENTI

  1. La barbarie del palio di Siena deve finire,poche’ e’ una manifestazione incivile a danno dei poveri cavalli che vanno difesi e tutelati dal resto dell’Italia,visto che a Siena vige una mentalita’ crudele e cinica verso questi poveri animali.Quello che fa piu’impressione e’ che i senesi sono arciconvinti che loro rispettano e amano i loro cavalli,al punto da curarli,coccolarli e farli benedire in chiesa,ma e’ evidente il fine cinicamente utilitaristico di tutto cio’.Ogni anno per me questo palio-seguito,ahime’-da radio e televisione-e’ ragione di malessere ed angoscia,poiche’ amo moltissimo i cavalli e la cosa mi risultta insopportabile.Finira’ mai questo tormento???

  2. Inutile discutere con chi è sordo ma in certi casi anche cieco! Dire che la morte di un cavallo nel Palio di Siena ha una “cadenza quasi regolare” è un FALSO dimostrabile con statistiche reali e non quelle di  presunte leghe antivivisezione come quella di Felicetti.
    Parlare di manifestazione incivile e barbarie come fa invece Brisi Jone è invece un atto di presunzione e aprioristica convinzione di chi non conosce il Palio, non conosce Siena, non conosce i senesi e, ahimè, in molti casi non conosce neanche i cavalli e le reali situazioni di maltrattamento di animali di cui è piena l’Italia dove invece è veramente evidente “il fine cinicamente utilitaristico”. Parlare di Palio in questi termini senza conoscerlo è un grave atto di offesa non tanto a Siena ed ai senesi, quanto alla stessa intelligenza di chi muove critiche del genere. Non conoscere o, peggio, riconoscere tutto ciò non può che essere svilente e limitato… nella migliore delle ipotesi…

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