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When You’re Strange, il mito dei Doors al cinema

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“Se le porte della percezione fossero spalancate, ogni cosa apparirebbe all’uomo come realmente è: infinita”: con, e attraverso questa frase di William Blake nascevano i Doors. Erano gli anni ’60 e l’America stava per assistere all’esplosione di un mito che ancora appassiona e coinvolge tutto il mondo.
Per ricordare la band, la sua storia ed il frontman rock più idolatrato al mondo (Jim Morrison), è ancora in circolazione, sparso a macchia di leopardo in alcune virtuose sale cinematografiche d’Italia, “When you’re strange”, film documentario scritto e diretto da Tom DiCillo la cui versione italiana è affidata alla voce di Morgan (l’originale è narrata da Johnny Depp).
Così, tra realtà e leggenda, si ripercorrono le tappe di Jim Morrison, il “poeta-cantante”, il “Re Lucertola”, lo “sciamano”. Era il 1965 quando Morrison incontra il tastierista Ray Manzarek a Venice Beach. Decidono di formare una band – il nome si ispira a “The Doors of Perception” di Aldous Huxley -. Assieme al batterista John Densmore, a Ray Manzarek e al chitarrista Robby Krieger, Jim Morrison cambia la storia della musica, incanta l’opinione pubblica, provoca, eccede, eccede sempre e in ogni cosa.
Ha solo 27 anni quando muore nel ’71 (sepolto al cimitero Père-Lachaise di Parigi, ormai meta di pellegrinaggio), eppure la sua carriera e il suo mito sembrano parlarci di un uomo che ha vissuto a lungo, ma sarebbe meglio dire pienamente, con la saggezza e la conoscenza di un centenario, in costante bilico tra la poesia del suo pensiero e gli eccessi della sua esistenza. Lo stesso Morgan afferma: “Mi commuove pensare che ha vissuto solo per 27 anni, un’età diabolica. Hendrix, Joplin, anche loro morti a 27 anni. Anche Luigi Tenco aveva 27 anni. Ma, per la mole di arte e cultura prodotta, quei 27 anni valgono una vita.”
Filmati amatoriali, inediti backstage, materiale raro, sequenze che hanno fatto la storia dei Doors. Fra tutti, la celebre esibizione all’Ed Sullivan Show, uno dei più famosi programmi della tv americana dove Morrison, che aveva accettato di modificare il testo nella parte in cui si cantava “girl, we couldn’t get much higher” (“ragazza, non potremmo essere più fatti”), ma che in diretta canta senza alcuna censura.
E poi ancora la droga, l’alcool, l’amore, le storiche esibizioni, compreso il concerto di Miami in cui Morrison viene arrestato e processato per atti osceni compiuti durante l’esibizione.
“When you’re strange”: un’occasione unica per rivivere il mito di Jim Morrison.