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Youtube, nemico numero uno del regime di Assad

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Il regime siriano di Assad non è tanto preoccupato dai manifestanti, le cui rivolte vengono represse nel sangue, o dai giornalisti occidentali, che si limitano a scattare fotografie poco compromettenti.

Il vero nemico a Damasco è Youtube: Internet, si sa, è un mezzo potente e la divulgazione di video in tempo reale consente visualizzazioni da parte di chiunque, in ogni parte del mondo.

I vari blog e forum sono voci pericolose da mettere a tacere, la Rete potrebbe urlare verità scomode, e un video, si sa, urla molto più di una foto e di qualsiasi parola.

E’ solo grazie a Internet, infatti, che in Occidente si conosce la situazione in Siria, dove ormai la Polizia spara sui manifestanti, ogni rivolta è una strage di dimostranti, e tutto ciò si viene a sapere da foto postate su Flickr o su Twitter, così come è Youtube ad informarci delle fosse comuni dove il regime ha gettato decine di cadaveri di oppositori.

Il dittatore di Damasco, l’erede della dinastia che governa la Siria dal 1970, ha capito la minaccia proveniente dal Web, che mostra al mondo lo sterminio che avviene laggiù.

Il regime ha optato, dunque, per una drastica, ma necessaria, misura: pare che l’ordine giunto ai militari sia quello di spegnere per sempre gli occhi elettronici che assistono alle scene di violenza.

Dunque, uccidere coloro che riprendono video che finirebbero in rete e che verrebbero visti dal mondo intero, che non potrà fingere di non sapere.

Lo prova, un filmato finito su Youtube nel weekend: un uomo che col cellulare riprende la situazione dai tetti di Homs e un cecchino che gli spara dritto addosso per metterlo a tacere.