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Busto di Totò: siamo liguri o caporali?

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Rimosso il busto di Totò, Roberto Avogadro, sindaco di Alassio, contento di essere protagonista del tormentone dell’estate, rubando la scena persino a Totò, non solo tiene banco, ma rilancia. La scultura in bronzo, opera dell’artista Flavio Furlan, sarà messa all’asta con una base di €15.000, ovvero quanto speso due anni  fa dalla precedente amministrazione per la realizzazione dell’opera. Avogadro, sottolineando ed esaltando lo stereotipo che vuole i liguri legati alle ‘palanche’, dice: ”Tanti in questi giorni ci hanno chiesto la statua gratis: a loro rispondo che siamo liguri e gratis non diamo via niente. L’avevamo anche offerta a Renzo Arbore in cambio di un concerto di beneficenza ma la proposta, almeno per ora, non ha avuto seguito. L’ipotesi più accreditata rimane quella dell’asta”.

Sarà il caldo, ma ci par di vedere il buon sindaco Avogadro far da imbonitore all’asta: ‘Venghino, colleghi sindaci!’, magari con feluca piumata e mazza, proprio come Totò pazzariello rappresentato  dal busto che era collocato nei giardini di piazza Stalla. La banda ce l’ha già: la sua giunta.

Sarà perché ha fatto il militare a Cuneo, Roberto Avogadro minimizza la grossa polemica che ha suscitato, attribuendola all’ozio ferragostano;  nota con piacere ( e fregandosi le mani!), che da ogni parte d’Italia comuni e associazioni fanno a gara per offrire una degna sistemazione al busto di Totò, al momento relegato in un deposito comunale  di Alassio.

Infatti, non è solo dai comuni napoletani che arrivano le richieste per la statua; fa piacere constatarlo, perché significa che è un’anomalia esclusivamente alassina non riconoscere Totò come patrimonio culturale di un intero Paese.

E’ ingiusto, comunque, attribuire questa sgradevole vicenda a tutti i cittadini di Alassio; forse non credevano che con l’elezione di un sindaco come Roberto Avogadro sarebbero stati coinvolti in simili piccolezze. Bisognerebbe far parlare anche loro.