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Calciatori in sciopero: tifosi in rivolta

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Si era sperato fino alla fine di poter scongiurare il pericolo di un mancato inizio del campionato di Serie A, ma anche gli ultimi tentativi sono falliti, dunque slitta la prima giornata.
I calciatori sono in sciopero, per difendere i loro stipendi da capogiro.

Lo slittamento della prima giornata di campionato manda su tutte le furie la Consob che promette battaglia: “Ai calciatori in sciopero andrebbe decurtato lo stipendio di un trentottesimo e i tifosi dovrebbero avere uno sconto di un diciannovesimo sull’abbonamento. In caso contrario il Codacons è pronto a sostenere legalmente migliaia di cause, chiedendo oltre ai soldi dell’abbonamento anche gli interessi legali e il danno esistenziale”.

Il numero uno dell’Assocalciatori Damiano Tommasi svela il dispiacere dei tesserati: “Anche ai giocatori dispiace non scendere in campo”. Tommasi, poi, ribadisce: “Non è un problema economico o di capricci, ma da professionisti è giusto cominciare una stagione con un accordo collettivo sottoscritto”.

Il governo esprime incredulità per quanto sta avvenendo: “Agli occhi degli italiani lo stop della prima giornata rappresenterebbe lo sciopero più anomalo della storia del Paese – dichiara Rocco Crimi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega allo Sport – Spero che dirigenti e calciatori abbiano ben presente che lo sciopero e il rinvio dell’inizio del campionato sarebbe una sconfitta per tutti”.

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